I sindaci: stop a passeggiate e sport all’aperto

21 Marzo 2020

Controlli a tappeto delle forze dell’ordine, fermati anche i pedoni. E i detenuti realizzano mascherine

SULMONA. I sindaci della Valle Peligna blindano il centro Abruzzo: niente più sport all’aperto né attività motoria. Lo ha deciso la maggior parte dei 17 sindaci dopo un consulto sul gruppo whatsapp firmando l’ordinanza che vieta di svolgere attività motorie e sportive all’aperto nel territorio comunale e che impone ai proprietari di animali d’affezione di restare nel raggio di 400 metri dalla propria abitazione. «Si tratta di un provvedimento necessario emesso in sinergia con i sindaci del territorio, in maniera coordinata, dopo aver sentito il prefetto», ha affermato il primo cittadino di Sulmona Annamaria Casini. «Nel ribadire l’assoluta necessità di restare a casa, in questa fase di emergenza sanitaria nazionale, in cui è estremamente importante che tutti i cittadini osservino rigorosamente le norme del decreto del governo per contenere la diffusione del virus, riteniamo che sia fondamentale l’intensificarsi del controllo».
CONTROLLI POLIZIA. Dopo i carabinieri si muove anche la polizia. Ieri mattina sono stati predisposti diversi posti di blocco in città per verificare il rispetto delle misure e delle norme contenute nei decreti ministeriali contro il coronavirus. Sono stati almeno trenta gli automobilisti fermati e controllati. Tutti erano in possesso dell’autocertificazione ed erano usciti per ragioni lavorative o per acquistare beni di prima necessità. Ma la polizia ha riscontrato anche alcune violazioni come, ad esempio, l’uscita in coppia per andare a fare la spesa. Gli uomini del commissariato hanno fermato anche decine di pedoni, riscontrando che alcuni di essi erano usciti di casa senza una valida ragione. Le risultanze degli accertamenti e dei controlli a tappeto sono ora al vaglio della polizia per gli eventuali provvedimenti.
CASTEL DI SANGRO. È risultato negativo al virus l’anziana di 93 anni ricoverata a Castel di Sangro mentre si attende l’esito del tampone per il 53enne ricoverato nel reparto di terapia intensiva di Sulmona. Per questa persona ci sono dei segnali «che lasciano ben sperare», ha riferito il sindaco Angelo Caruso, il quale ha aggiunto che «in paese si stanno vivendo ore di ansia». Per effetto di questa vicenda 10 persone sono in quarantena volontaria. Mentre le altre persone in isolamento domiciliare, entrate in contatto con l’uomo molisano e l’altro campano risultati positivi, sembrano avviate senza ulteriori problemi alla conclusione della quarantena. Per i pazienti ricoverati all’Aquila ci sarà da attendere invece l’evoluzione dei rispettivi casi, «ma», ha concluso Caruso, «aspettiamo l’arrivo di notizie rassicuranti».
MASCHERINE DAL CARCERE. Anche i detenuti del penitenziario sulmonese si mobilitano per la produzione di mascherine. «Al momento», ha dichiarato il direttore Sergio Romice, «sono stati realizzati dei prototipi e qualora i controlli necessari sul prodotto daranno esito positivo, saremo in grado di produrre oltre 200 mascherine al giorno, destinate prioritariamente al consumo interno ma che potremo mettere anche a servizio della Comunità». Al progetto sono impegnati 22 detenuti. E cartelli, con l’invito ai sulmonesi a restare tutti a casa, sono comparsi sulle grate delle stanze di socialità del carcere. Una sorta di flash mob organizzato dai detenuti e apprezzato dalla stessa struttura carceraria.
DONAZIONE DEI LAURETANI. Intanto i confratelli lauretani che organizzano la “Madonna che scappa” in piazza, hanno donato un respiratore polmonare all’ospedale di Sulmona.
©RIPRODUZIONE RISERVATA