I sub scandagliano il fiume Giovenco

Dopo il ritrovamento del corpo di D’Orazio si cercano altre prove nel corso d’acqua. La svolta ci sarà dopo l’autopsia
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Si cerca ancora nelle acque del fiume Giovenco, dove è stato ritrovato il corpo senza vita di Collinzio D'Orazio, il 51enne di San Benedetto dei Marsi scomparso il primo febbraio. I militari del Nucleo carabinieri subacquei di Pescara stanno cercando ulteriori indizi utili alla ricostruzione di quanto accaduto quella notte. Oggi sarà dato l'incarico a un anatomopatologo che dovrà eseguire l'autopsia per di accertare le cause della morte. Determinante la presenza o meno di acqua nei polmoni della vittima. Questo permetterà di capire se l'uomo è morto prima di finire nel fiume, o se si sia trattato di una morte violenta. Il pm Lara Seccacini, ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio volontario. Il ritrovamento del corpo è avvenuto, secondo quanto accertato dalla Compagnia di Avezzano, guidata dal comandante Pietro Fiano, a circa due chilometri dal punto in cui il 51enne è finito nell'acqua. Quindi il corpo senza vita, nel corso di 23 giorni, è stato trasportato dalle acque per due chilometri. D'Orazio sarebbe finito nel fiume la sera della scomparsa il primo febbraio. Il corpo si è poi impigliato a dei rami, restando bloccato in quel punto. La salma si trovava a pochi metri dall'intersezione con il canale Piccola Cinta. I sommozzatori hanno estratto il corpo dalle acque trasferendola all’obitorio dell'ospedale di Avezzano. Il corpo presenta delle lesioni, ma saranno gli accertamenti medico legali a stabilire se siano stati causati dalla permanenza in acqua o da lesioni precedenti alla morte. Negli ultimi tempi si erano concentrate tra le acque del fiume Giovenco. Squadre di sub stavano lavorando ormai da tre giorni esclusivamente in quella direzione, sotto ai fondali del fiume. Le ricerche a tutto campo, che hanno interessato dieci chilometri di perimetro attorno al Comune di San Benedetto, erano state interrotte e c'era, al contrario, grande movimento sulle sponde e tra le acque del fiume. Perché gli inquirenti hanno concentrato la loro attenzione solo sul Giovenco? Cosa sapevano per indirizzare le operazioni in modo così circostanziato? Certo è che le indagini andavano nella giusta direzione e il corpo, alla fine, era proprio in quel fiume, dove gli inquirenti hanno concentrato l’attenzione. E soprattutto, cosa stanno cercando i sommozzatori dell'Arma? Le indagini sono dei carabinieri del nucleo operativo, guidati dal comandante Bruno Tarantini, e dai militari della locale stazione, coordinati dal maresciallo Loreto Colabianchi. I carabinieri hanno sequestrato la macchina danneggiata in un incidente avvenuto quella sera. A bordo dell'auto c'erano Mirko Caniglia e Fabio Mostacci, i due ragazzi che per ultimi hanno visto il 51enne riferendo di avergli dato un passaggio.
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