I talenti abruzzesi tornano a casa: “Arvì” lancia la sfida per il futuro

foto di Raniero Pizzi
Manager e professionisti fanno rientro per aiutare gli studenti a trovare lavoro e creare imprese. Palmucci: «L’iniziativa è nata nel 2016: senza le nostre radici non possiamo fiorire»
L’AQUILA. Dove il talento abruzzese si incontra, di nuovo a casa, per creare opportunità. Questo è stato “Arvì - Abruzzesi che ritornano”, evento organizzato all’Auditorium del Parco dell’Aquila da BoostAbruzzo, e condotto dal direttore del Centro Luca Telese. “Arvì” è un canto abruzzese, un inno alla nostalgia delle proprie radici, ma non a quella nostalgia che guarda al passato, piuttosto è un sentimento positivo che si trasforma in quell’energia che si traduce nel desiderio di tornare a casa per mettere a disposizione della propria terra ciò che si è imparato altrove. L’iniziativa è nata con questo spirito, quello di creare uno spazio in cui le esperienze si incontrano e si contaminano, in cui chi è rimasto e chi è partito possa dialogare alla pari, e tutto questo grazie all’incontro tra studenti e grandi manager e professionisti.
BoostAbruzzo è un’associazione che riunisce professionisti abruzzesi in Italia e nel mondo, con l’obiettivo di valorizzare il talento locale e creare opportunità concrete sul territorio. Oltre 300 persone hanno preso parte alla giornata finale, tra residenti e professionisti provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero, tra cui Regno Unito, Germania, Lussemburgo, Belgio, Svizzera e Malta. «L’idea», ha spiegato il presidente di BoostAbruzzo, Fabrizio Palmucci, «è nata nel 2016, ho visto che gli amici greci riportavano in Grecia i loro talenti e ho pensato, ma se lo fanno i greci perché non possiamo farlo noi abruzzesi? C’è stato un lungo percorso, ho incontrato tante persone tra cui Alessia, la segretaria dell’associazione, e abbiamo messo su questo progetto basato sulla mentorship tra un expat e uno studente abruzzese. Dico sempre che senza radici non possiamo fiorire però. Noi torniamo, facciamo brainstorming, lavoriamo assieme. Ci sono tanti ragazzi di Ingegneria con bellissimi progetti che si mettono in gioco davanti a investitori e istituzioni».
Il sostegno principale all’evento è arrivato dalla Fondazione Snam, sempre sensibile verso iniziative che riguardano la crescita dei giovani e la cultura d’impresa. «Anziché i cervelli in fuga», ha commentato il direttore Luca Telese, «i cervelli che tornano a casa sono la cosa più bella. C’è una straordinaria ricchezza degli abruzzesi di fuori che quando tornano trasmettono agli abruzzesi dentro. Sono giovani e quindi sono proprio nel momento in cui possono dare il meglio della loro intelligenza e dei loro saperi, lo trovo un momento di scambio straordinario. Quindi non è vero quando dicono che non ci sono più i lavori, che non c'è più speranza. Io volevo fare il giornalista in un tempo in cui tutti dicevano che non si poteva fare e l'ho fatto. Penso che la determinazione, mai come in questi tempi, sia importante e decisiva».
La cultura d’impresa è una delle mission anche della Fondazione Carispaq, partner di BoostAbruzzo. «Quest’anno», ha spiegato il segretario generale, David Iagnemma, «abbiamo rinnovato il nostro impegno con BoostAbruzzo nel settore della crescita e della formazione giovanile. È stata un'edizione importante che ha coinvolto studenti della nostra Università sui temi della creazione e della cultura d'impresa, un settore nel quale stiamo molto investendo». Fondamentale il ruolo dell’Ateneo aquilano.
«L’iniziativa», ha spiegato Vincenzo Stornelli, direttore del Dipartimento di Ingegneria industriale – Informazione e Economia, «ha dato ai nostri ragazzi la possibilità di interfacciarsi con i loro colleghi che negli anni hanno maturato un'esperienza all'estero e che mettono a disposizione le loro competenze per formarli». L’esperienza di grandi manager, come Sergio Galbiati, oggi presidente di Hub Abruzzo, è un tesoro da mettere a frutto. «Purtroppo», dice, «nel nostro Paese troppi vanno via mentre un Paese come il nostro, così distribuito e così tutto sommato flessibile dal punto di vista della possibilità di utilizzo di queste risorse, dovrebbe essere attrattivo. Dopo quello che ho fatto in carriera mi sto concentrando nel provare a creare queste condizioni con ragionevole successo, nel senso che se si crea un ambiente attrattivo e gente come me mette a disposizione la propria esperienza offrendo possibilità come questa, si trovano giovani che vogliono rientrare, che possono rientrare. Ho molta fiducia in questa iniziativa che vede giovani abruzzesi fuori in posizioni importanti, ma che non si scordano di quello che c'è qui, non solo per nostalgia ma dichiarando la propria volontà di tornare».
Il Comune è stato rappresentato dal sindaco Pierluigi Biondi e la Regione dall’assessore Roberto Santangelo. L’eredità culturale abruzzese di Ennio Flaiano è stata al centro, invece, del confronto pomeridiano con diversi talk.
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