I testimoni: «Intrappolati in casa volava di tutto, notte di paura»

31 Maggio 2021

Il racconto dei vicini dopo la spedizione punitiva causata da una vendetta per motivi di gelosia Nove persone agli arresti domiciliari: coinvolti italiani e stranieri, ma i ruoli sono ancora da definire 

L’AQUILA. «Intrappolati in casa, prigionieri dietro la porta chiusa a doppia mandata mentre fuori, da balconi e finestre, volava di tutto, tra grida e minacce, coi bambini che piangevano. Abbiamo contato i minuti e sperato che tutto finisse presto». Con un filo di voce, e la preghiera di mantenere l’anonimato, alcuni dei testimoni della notte di violenza al Progetto Case di Coppito 3 raccontano quegli interminabili attimi della spedizione punitiva che ha portato all’arresto (ai domiciliari) di 9 persone, alcune delle quali di etnia sinti, da parte dei carabinieri. Per tutti, l’accusa è di rissa aggravata.
LA GELOSIA. Motivi di gelosia dopo una storia su Instagram pubblicata da un ragazzo – l’amico straniero del nuovo fidanzato (aquilano) della donna contesa – avrebbero scatenato la reazione da parte di un altro giovane, che dopo aver aggredito il rivale in amore a Preturo si è poi spostato al Progetto Case di Coppito 3 per ottenere chiarimenti dall’amico. Non è andato da solo, ma coi rinforzi (tra cui i due fratelli) arrivati a dar manforte con spranghe, bottiglie e bastoni. Il secondo giovane destinatario dell’aggressione è stato invitato più volte a uscire, ma era già ai domiciliari. Allora sono saliti gli avversari. Nell’appartamento si è scatenato l’inferno ed è volato di tutto dalle finestre. Un’auto è stata distrutta e l’appartamento danneggiato. Grande apprensione nel vicinato e blitz degli investigatori che hanno bloccato i responsabili dell’aggressione (alcuni in fuga), una parte dei quali finita in ospedale con prognosi superiori ai 20 giorni. Completata l’identificazione, sono scattati i 9 arresti. Il pm di turno è Simonetta Ciccarelli.
CHI SONO. Queste le iniziali degli arrestati (in attesa della convalida): i fratelli R.B., di 22 anni, nato a Chieti e residente all’Aquila; J.B. (28); M.G.B. (35), di Chieti, residente all’Aquila; A.M.I., romeno di 22 anni residente all’Aquila; E.R.L., romeno di 21 anni residente a Scoppito; G.C., di 44 anni, originario di Latina ma residente in città; S.K., ucraino di 28 anni residente all’Aquila; S.B., albanese di 35 anni residente all’Aquila e M.F., aquilano di 22.
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