I vertici della giustizia tra i cantieri del centro

10 Febbraio 2018

Mammone (Corte suprema), Grossi (Consulta) e Legnini (Csm) accompagnati da Biondi e Lolli dalla Villa ai Quattro Cantoni

L’AQUILA. Camion in movimento e rullìo di betoniere, martelli pneumatici e demolitori, polveri sottili, palazzi ricostruiti e altri impalcati, ma con una temperatura e una giornata più che clementi per questo periodo dell’inverno all’Aquila. È in questo scenario che hanno consumato la loro passeggiata di quaranta minuti, dalla Villa Comunale ai Quattro Cantoni, con una deviazione su corso Umberto e una breve visita all’interno del cortile di Palazzo Ciolina-Ciampella, le massime autorità della giustizia costituzionale e della giustizia ordinaria. Un piccolo corteo che ha suscitato la curiosità di passanti e negozianti, quasi tutti ignari delle personalità che “sfilavano”. In occasione della partecipazione al convegno “L’invenzione del diritto. Riflessioni sul pensiero di Paolo Grossi” (del quale riferiamo accanto), alla Scuola della Guardia di finanza, il presidente della Corte costituzionale e giurista, Paolo Grossi, 85 anni molto ben portati, con il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini (che ha fatto gli onori di casa, da abruzzese di Roccamontepiano), il segretario generale della Consulta, Carlo Visconti, e il primo presidente della Corte suprema di cassazione, Giovanni Mammone, hanno voluto visitare il centro storico. Una visita breve, nella quale sono stati accompagnati dal sindaco, Pierluigi Biondi, e dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli. Con loro, controllati a poca distanza e con discrezione da carabinieri e polizia, l’avvocato Fabrizio Marinelli, che con la Fondazione Carispaq e la collaborazione dell’Università, ha organizzato il convegno su Grossi. Marinelli, all’arrivo delle auto con gli esponenti delle alte cariche dello Stato (a bordo di Lancia Thesis, ognuno con auto separate), è stato salutato con grande calore dal presidente Grossi.
«Per me è un maestro», ha detto Marinelli, «dai tempi dell’Università». Arrivati in piazza Duomo, dopo aver superato corso Fedrico II, Grossi ha chiesto a Marinelli, volgendosi all’indietro: «Lì è dove avevi lo studio tu prima del terremoto, vero?». «Sì, ti ricordi bene», gli ha risposto l’avvocato aquilano.
«Grossi è stato molte volte all’Aquila, prima di diventare presidente della Consulta», ha aggiunto Marinelli. «Ha un certa familiarità con la città».
Il significato di un tale gesto, ovvero la passeggiata nel centro storico, lungo «l’asse centrale», come lo ha descritto Biondi, che ha fatto da Cicerone soprattutto al presidente Mammone, il quale ne sapeva un po’ meno di Grossi e Legnini, lo spiega il vicepresidente del Csm: «In questo momento sono in città il vertice della giustizia costituzionale (Grossi) e il vertice della giustizia ordinaria (Mammone). Questa passeggiata», sottolinea Legnini, «questo sopralluogo, sono un segno della vicinanza, un sostegno che vogliono mostrare anche le istituzioni giudiziarie, un’attenzione particolare per la città dell’Aquila. Ho invitato io i vertici più alti della giustizia, perché non mi sfuggono i problemi e le complessità del processo di ricostruzione, un processo unico e che vedo molto avanzato».
«Non mi aspettavo tanta vitalità in una città così colpita e martoriata, vedo che sta tornando a vivere», dice il presidente della Corte suprema di cassazione, Giovanni Mammone, carica che ricopre da pochissimo, dal 4 gennaio scorso. «La mia presenza qui ha due aspetti: il primo di incoraggiamento a questa popolazione; la seconda un riconoscimento all’Aquila per le sue tradizioni, la sua cultura, la sua storia, i suoi monumenti. Non è la prima volta che vengo, ci sono stato diverse volte, ma privatamente, diciamo da turista». Il sindaco ha spiegato tutte le varie fasi della ricostruzione lungo il tragitto dalla Villa ai Quattro Cantoni, per entrare a visitare lo splendido cortile di Palazzo Ciolina-Ciampella, uno dei più grandi edifici storici del centro, tra corso Umberto e via Accursio, dove l’intervento di recupero è costato 23 milioni di euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA