Iannarelli e Giustizieri (Sinistra) sollecitano il Comune sullo Sprar

24 Novembre 2019

L’AQUILA. «Il sindaco e la giunta comunale abbiano la cortesia e la delicatezza di spiegare, in primis agli 11 operatori dell’Arci L’Aquila Aps che, per conto dell'ente, gestiscono il progetto Sprar...

L’AQUILA. «Il sindaco e la giunta comunale abbiano la cortesia e la delicatezza di spiegare, in primis agli 11 operatori dell’Arci L’Aquila Aps che, per conto dell'ente, gestiscono il progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che non ricevono lo stipendio da sei mesi, ma anche a tutta la cittadinanza, il perché i fondi già stanziati e presenti nelle casse comunali, non vengono erogati».
A porre il quesito pubblicamente sono Pierluigi Iannarelli, segretario del Circolo Sinistra Italiana, e Fabrizio Giustizieri, componente del Circolo. «Lavoratori, nostri concittadini (ma non era prima gli italiani, prima gli aquilani?) che hanno continuato a lavorare con professionalità e impegno per mesi, senza ricevere il giusto compenso per il lavoro svolto, mettendo in campo anche risorse personali, al mero fine di portare avanti il Progetto e non abbandonare a loro stessi minori e rifugiati, che hanno già troppo sofferto, arrivando persino a ridursi lo stipendio, per permettere a tutti di continuare a lavorare. Non ce la facciamo», sostengono, «ci resta difficile comprendere l’oramai conclamata indole dei nostri amministratori: per loro un migrante integrato fa meno consenso di un migrante buttato in mezzo la strada. Ma qui parliamo anche di aquilani, che vogliono solo poter continuare a dare il loro contributo, fatto di sacrifici e professionalità e possibilmente venire retribuiti per il lavoro svolto. Chi amministra la cosa pubblica dovrebbe rispettare un principio: il lavoro va pagato. Chi amministra la cosa pubblica dovrebbe sapere che bloccare i progetti di integrazione non ci rende una città migliore».