Ianni (Asm): «Siamo ancora in emergenza»

25 Gennaio 2018

L’AQUILA. Naturalmente i dati dello studio dell’Osservatorio per la Tari voluto dalla Confcommercio, non possono essere presi per oro colato. Ma è comunque uno studio scaturito dai numeri forniti dal...

L’AQUILA. Naturalmente i dati dello studio dell’Osservatorio per la Tari voluto dalla Confcommercio, non possono essere presi per oro colato. Ma è comunque uno studio scaturito dai numeri forniti dal Comune, settore Ambiente e Tributi, e dall’Asm.
E proprio l’Asm, che ha un costo di servizio per il Comune, e quindi per i cittadini-contribuenti, di 14,5 milioni di euro all’anno, ha comunque i suoi bei problemi a far quadrare i conti. Per diversi motivi. E alcuni li spiega il responsabile del settore del servizio di igiene urbana, Fabio Ianni: «La tariffa non si abbassa perché ci sono diverse problematiche. Innanzitutto quello che molti fanno finta di non conoscere ed è quello dell’emergenzialità: siamo un territorio fortemente penalizzato sotto il punto di vista della raccolta differenziata, perché siamo ancora in emergenza, rispetto al sisma del 2009», dice Ianni. «Abbiamo cominciato a fare il porta a porta con lo stesso personale. E questo servizio, invece, comporta un 20% di investimento in più, che non c’è stato, perché il costo annuale dell’Asm è quello oramai da diversi anni, ossia 14,5 milioni di euro. C’è il problema del conferimento nei cassonetti tradizionali e in discariche abusive, che poi noi dobbiamo bonificare – e questo ha costi elevati – di materiale di scarto edilizio provenienti dalla ricostruzione. E non ultimo il personale, che è lo stesso di prima del terremoto».(v.p.)
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