«Icarus» in viaggio dai laboratori Infn al Cern di Ginevra
L’AQUILA. È iniziato il lungo viaggio del più grande rivelatore ad argon liquido: il gigantesco cacciatore di neutrini Icarus ha, infatti, lasciato i Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale...
L’AQUILA. È iniziato il lungo viaggio del più grande rivelatore ad argon liquido: il gigantesco cacciatore di neutrini Icarus ha, infatti, lasciato i Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) alla volta del Cern (Organizzazione europea per la ricerca nucleare) di Ginevra. «Icarus T600 questo è il suo nome completo», si legge in una nota, «dal 2010 ha osservato, sotto la montagna del Gran Sasso, il fascio di neutrini che arrivava dal Cern, dopo un percorso di 730 km attraverso la crosta terrestre. Ora Icarus, con un delicato trasporto per mezzo di due convogli eccezionali, viene trasferito al Cern per la manutenzione in previsione di un suo probabile impiego futuro negli Stati Uniti. I fisici lo considerano elemento essenziale, e attualmente insostituibile, per un esperimento con neutrini a bassa energia del Fermilab di Chicago. Icarus, infatti, l’unico rivelatore al mondo con più di 600 tonnellate di argon, e ha mostrato di funzionare in modo appropriato. La tecnologia, proposta originariamente nel 1977 dal premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, portavoce dell’esperimento, rappresenta così un esempio del primato italiano dell’Infn nel proporre una soluzione originale, la cui validità è stata provata dal successo dell’esperimento ai Laboratori che ha mostrato di ottenere una rivelazione di neutrini ottenuti artificialmente in acceleratori, come quelli del fascio dell’esperimento “Cern Neutrinos to Gran Sasso”, in attività dal 2006 al 2012».
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