Iezzi, addio al vetriolo E al suo posto potrebbe andare Spinosa Pingue

SULMONA. Più di 15 pubblicazioni, l’aggiornamento del piano del Parco, la rivisitazione della cartografia, con la possibilità di vedere tracciati su Google Street View più di 300 chilometri di...
SULMONA. Più di 15 pubblicazioni, l’aggiornamento del piano del Parco, la rivisitazione della cartografia, con la possibilità di vedere tracciati su Google Street View più di 300 chilometri di sentieri fino ai quasi 2.800 metri del monte Amaro, la rete dei centri di educazione ambientale e i treni storici con gli oltre 4mila passeggeri. Senza contare le biciclette elettriche e i progetti di tutela delle specie protette, dal lupo all’orso, passando per gli orti botanici e le decine di mostre allestite. Per un investimento complessivo sul territorio di 11 milioni e 240mila euro. Questo il bilancio del quinquennio di mandato al Parco nazionale della Majella del presidente uscente Franco Iezzi. Il suo incarico terminerà a mezzanotte, come tiene a precisare lui stesso, che sembra portare il conto delle ore e dei minuti. Del resto, devono essere passati in fretta questi cinque anni alla guida dell’ente, che si estende su quasi 63mila ettari spalmati su tre province. Quanto fatto dal 2012 a oggi è raccolto in un volumetto di dieci capitoli, “un racconto per immagini”, che ripercorre eventi, incontri, iniziative e mostre.
«Si poteva fare meglio», afferma Iezzi. «Però, se mi proponessero il bis, non riaccetterei, perché nessun sulmonese ha speso una parola per me. Ora, dopo la scadenza del mio mandato e il pensionamento a fine anno del direttore, il Parco sarà destinato a restare senza guida per molto tempo, coi 13 milioni di euro del Masterplan che attendono di essere spesi e il Comune di Sulmona che non ha mosso un dito, nonostante sia soggetto attuatore».
Ma le critiche di Iezzi arrivano fino ai vertici regionali e in particolare al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, con cui il rapporto si è incrinato. Il tempo delle recriminazioni, però, è ormai finito e il presidente uscente illustra la sua ultima creatura, la mostra itinerante “Cultura e natura: l’eremitismo nella natura selvaggia del Parco della Majella”, riallestita nei locali appositamente ristrutturati dell’abbazia, dopo il passaggio ai Musei Vaticani. Intanto, tra i papabili successori circola il nome di Fabio Spinosa Pingue. (f.p.)
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