Il 23 novembre sit-in davanti all’ospedale

14 Novembre 2018

Lombardi (Anaao): «Mobilitazione per risolvere i problemi della sanità causati da miopia politica»

L’AQUILA. In vista dello sciopero nazionale della dirigenza medica proclamato per il 23 novembre, l'Anaao Abruzzo – che si prepara alla mobilitazione – denuncia i problemi e i disagi della categoria nei vari presìdi territoriali. In particolare, Anaao invita i cittadini a partecipare al sit-in davanti all’ospedale San Salvatore. Questo perché «per risolvere anche i problemi quotidiani come liste d’attesa, pagamento ticket, eccetera, serve un’azione sinergica tra operatori, politici, amministratori e utenti».
«Il 23 novembre», scrive Loreto Lombardi, segretario aziendale Anaao L’Aquila, «aderiremo alla giornata di mobilitazione per dire no allo smantellamento del nostro Servizio sanitario nazionale che, ormai da molti anni, è “sotto attacco” da parte di poteri forti e neanche tanto occulti. Questa è l’occasione per fare chiarezza sulle tematiche che hanno portato ad un confronto sempre più aspro tra i medici ed alcune “istituzioni politiche”. La nostra associazione ha deciso, nonostante il nostro contratto sia ancora in alto mare (il contratto è scaduto da dieci anni), di focalizzare l’attenzione sulle problematiche regionali e locali che, immancabilmente, si ripercuotono sul territorio e sui cittadini».
«L'Asl dell'Aquila», aggiunge, «è quella più vulnerabile poiché abbiamo due ordini di problemi che devono necessariamente essere risolti. Il primo è legato alla non riconferma del direttore generale: sono due anni e mezzo che abbiamo avviato con la Direzione un confronto i cui risultati sono stati obiettivi, progetti e percorsi dei quali beneficeranno i cittadini, i malati e gli operatori medici e non. Ma la strada è solo all’inizio. I tempi della pubblica amministrazione necessitano di orizzonti più lunghi di almeno due o tre anni per il raggiungimento di tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati e che oggi sono indiscutibilmente alla nostra portata. Un esempio per tutti: la chirurgia robotica alla quale, a livello regionale, nessuno credeva è oggi una realtà. Ai primi di gennaio, inoltre, decadrà anche il direttore sanitario. Il secondo è dovuto alla “politica dei tagli” che impera in questo Paese e che la Regione ha effettuato pedissequamente dimostrando miopia politica e sanitaria«. «La nostra Asl», conclude, «ha un turn over del 20%, il che vuol dire un medico assunto ogni cinque andati via. Di questo passo, saremo costretti a chiudere interi reparti con gravi disagi per i cittadini».
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