Il bar: mai stati spogliarelli delle conigliette Playboy

Taricone al parroco di Trasacco: «Serata senza scandali, soltanto una coincidenza l’evento durante le feste patronali». Ma il sacerdote chiede l’incontro col sindaco
TRASACCO. «Serata senza scandali con le conigliette di Playboy nel mio locale». Giuseppe Taricone, detto Pilato, titolare del Gran Caffè, “sconfessa” la ricostruzione del parroco, don Francesco Grassi, insorto contro «l’evento con spogliarello» nel locale del paese che ha animato le ore notturne della festa dei Santi Cesidio e Rufino. «Qui», sostiene Taricone, «non c’è stato alcuno spogliarello: le ragazze erano coperte di tutto punto, addirittura con le magliette a dolce vita, quindi quell’omelia è stata a dir poco oltre le righe. Forse il sacerdote, prima di emettere delle sentenze per sentito dire, durante una cerimonia religiosa dovrebbe verificare come sono andate le cose».
Taricone, quindi, non ci sta a passare per un animatore a “luci rosse” della festa del patrono.
«Quelle quattro amiche», continua Taricone, «sono le ragazze di Playboy, che si sono fatte selfie con i clienti e hanno distribuito riviste non scandalose. Quella serata era prevista prima, poi per una casualità, visto che avevano soltanto quella data libera, sono capitate durante la festa di San Cesidio. Sono credente, non praticante, ma la presenza delle quattro ragazze, che sono entrate in scena dopo l’una di notte, quando la festa era già finita, era mirata solo ad animare un po’ la scena». Per il titolare del Gran Caffè, quindi, «non c’è stato alcuno scandalo», «né si è assistito a spogliarelli» delle conigliette di Playboy. «Qui ogni iniziativa è sempre nel rispetto del costume», riprende Taricone, «al prossimo evento inviterò il parroco a venire di persona per rendersi conto che tutto avviene nel rispetto della morale».
La presenza delle conigliette di Playboy, che hanno distribuito la rivista, ha scatenato una mezza scomunica del sacerdote: il prete, salito sul pulpito, ha bollato l’iniziativa del commerciante. «Non è giusto usare le feste patronali per questi scopi. Non è giusto mettere l’uomo alla mercé», ha affermato il sacerdote, «non solo perché è un grande peccato, ma anche per il rispetto, perché viene meno la dignità della persona. Cerchiamo di fare della nostra vita qualcosa di bello. Anche Trasacco, la nostra città nata sul sangue dei Martiri, non può perdersi in un bicchiere d’acqua, ma deve cercare di rendere vivo e profondo il mistero di questa bellezza». Il sacerdote ha anche aggiunto di «voler parlare con il sindaco Cesidio Lobene» su quanto è avvenuto perché «è già la seconda volta che accadono spettacoli simili».
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