«Il bestiame a rischio per l’assalto dei lupi»

30 Gennaio 2017

CAPITIGNANO. Il Movimento per Capitignano protesta per il fatto che la burocrazia sta creando problemi non secondari ai paesi colpiti dal sisma. «Prendendo in esame il settore agricolo», fanno sapere,...

CAPITIGNANO. Il Movimento per Capitignano protesta per il fatto che la burocrazia sta creando problemi non secondari ai paesi colpiti dal sisma. «Prendendo in esame il settore agricolo», fanno sapere, «registriamo che in Abruzzo, delle 28 stalle richieste, ne sono arrivate sinora solo 16 e alcune ancora non funzionanti oppure non ancora completate, oppure facilmente sfondabili dagli animali, come documentato. Le Regioni investite sono state quattro e ognuna di esse ha ricevuto un preciso incarico a fornire una tipologia di assistenza. La Regione Lazio è stata incaricata di fornire le stalle agli allevatori. Purtroppo anche una azienda agricola operante a Capitignano ha subìto, e tuttora sta subendo, sin dal 24 agosto 2016, le conseguenze della inefficienza operativa della burocrazia, non avendo ancora ricevuto la struttura a stalla, pur possedendo 12 mucche da latte, attualmente partorienti, in immobili gravemente pericolanti, ed ora evacuate a seguito dell’ultimo sisma del 18 gennaio che ha dato il colpo di grazia a quelle strutture. Il bestiame attualmente è stato per forza collocato nel tendone adibito a fienile, aperto nei due lati corti, alla mercè del freddo e ora, con lo scioglimento della neve, oltre al pericolo di fuga, si rischia addirittura l’attacco dei lupi, in presenza dei vitellini appena nati». «La stalla», aggiungono da Capitignano, «sarebbe dovuta arrivare già prima di Natale, poi si è detto che per cavilli burocratici tra la Regione Lazio e la ditta fornitrice la sottoscrizione del contratto si era spostata alla data del 12 gennaio 2017, poi finalmente sottoscritto il 19 gennaio, con validità di 30 giorni, entro i quali, purtroppo, non sarà possibile rescinderlo per eventuali inadempienze da parte della ditta aggiudicataria».

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