Il bilancio fa tremare la maggioranza

22 Aprile 2018

Entro il 30 aprile dovrà approvare il consuntivo, pena lo scioglimento del consiglio. Martedì si riunisce la giunta d’urgenza 

L’AQUILA. Il consiglio comunale, secondo la legge, dovrebbe essere sciolto dopo il 30 aprile. Questo perché, entro quella data, non potrà essere approvato il bilancio consuntivo 2017.
IL PREFETTO SDOGANA. Ma, come avviene oramai da qualche anno, e “sdoganato” dal Tar della Puglia nel 2007 per l’assise civica di Gallipoli, anche questa volta è probabile che il Comune dell’Aquila si salvi in calcio d’angolo, perché interverrà la diffida del prefetto, che consentirà altri 20 giorni di tempo.
SCIOGLIMENTO. Secondo la legge, la mancata approvazione del conto consuntivo dell’ente prevede lo scioglimento del consiglio comunale; mentre se non viene approvato il bilancio preventivo, non è previsto lo scioglimento. Il bilancio di previsione 2018 il consiglio lo ha approvato quindici giorni fa, ma di quello consuntivo non si ha traccia.
GIUNTA URGENTE. Qualche notizia filtra, nel senso che martedì la giunta comunale dovrebbe approvare il documento e per giovedì l’assessore alle Finanze, Annalisa Di Stefano, ha previsto una conferenza stampa per illustrare quali sono stati i problemi incontrati che hanno causato i ritardi e come sono stati risolti. Se sono stati risolti.
Ma andiamo per ordine.
Perché l’amministrazione comunale si riduce agli ultimi sgoccioli?
BOCCHE CUCITE. Bocche cucite negli uffici finanziari, a cominciare dall’assessore Di Stefano. Ma sembra che una delle cause principali sia l’accertamento dei residui attivi e passivi. Ovvero, i crediti che il Comune deve riscuotere e i debiti che deve pagare. Complicati, in questi anni, dalla ricostruzione. I primi, i crediti, – alcuni dei quali consistenti – al momento sono solo sulla carta, perché non vengono riscossi.
RESIDUI, QUESTI SCONOSCIUTI. Un esempio su tutti riguarda la Ziaca, che deve al Comune 500 mila euro di Tari, per l’utilizzo del piazzale della fabbrica a Bazzano, per il quale c’è un contenzioso. «Ma c’è anche la M&P, la società dei parcheggi, che deve al Comune quasi un milione di euro di Tari», dice Giustino Masciocco, consigliere comunale di opposizione (anche a Cialente), di Liberi e Uguali. «Il problema del ritardo del consuntivo, è nei dirigenti: le mazze le hanno loro in mano, sempre. Ma sono sbagliati anche i tempi della macrostruttura: è giusto che ogni sindaco decida sugli spostamenti dei dirigenti, ma fino a febbraio è rimasto tutto com’era ai tempi di Cialente, perché in dieci mesi l’amministrazione di Pierluigi Biondi non ha cambiato una virgola. Bisognava aspettare il bilancio consuntivo prima di ruotare i dirigenti».
SI CRITICANO DA SOLI. Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza Lavoro), anche lui all’opposizione con Cialente sindaco. «Mi sembra strano che entro il 31 dicembre non siano riusciti ad approvare il bilancio, perché da allora in poi non si può fare più nulla. Nella riunione dei capigruppo, due giorni fa, anche il consigliere di maggioranza Raffaele Daniele ha sottolineato come questa amministrazione non conosca gli atti fondamentali. Cosa succederà? Il 2 maggio il prefetto chiederà se il consuntivo è stato approvato dal consiglio. La risposta sarà no e invierà una diffida ad approvare entro 20 giorni».
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