Il Bimillenario ovidiano perde il maxi contributo

11 Gennaio 2020

Niente legge a sostegno nel decreto Milleproroghe per reperire 700mila euro Tredici progetti si arenano tra le polemiche. Casini: «È mancata la volontà»

SULMONA. La legge per sostenere il Bimillenario ovidiano svanisce in una bolla di sapone. È l’amara realtà di cui il sindaco Annamaria Casini ha dovuto prendere atto dopo il mancato inserimento della legge nel decreto Milleproroghe, varato dal consiglio dei ministri e in attesa di essere convertito in legge dal parlamento. Adesso è caccia ai responsabili e tutti sembrano voler scaricare sulle spalle degli altri le responsabilità della grande occasione persa che avrebbe portato in dote 700mila euro.
I timori manifestati dal sindaco a fine dicembre, con una lettera inviata al presidente del consiglio Giuseppe Conte e perfino al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che aprì gli eventi del Bimillenario inaugurando il convegno internazionale di studi ovidiani che si tenne al teatro Caniglia, si sono rivelati fondati. Il sindaco infatti aveva lanciato un grido d’allarme chiedendo alle istituzioni di governo un intervento urgente per evitare che decadesse definitivamente l’opportunità di realizzare, con questo finanziamento, progetti culturali di spessore a beneficio della comunità sulmonese e peligna nel nome e in memoria del Vate peligno.
Il sindaco, tra l’altro, lanciando l’allarme aveva rilevato alcune inadempienze rispetto alla legge che riguardavano la mancata costituzione di due comitati e della consulta degli studenti, da parte dei ministeri dell’Istruzione e dei Beni culturali. Inadempienze che hanno provocato la definitiva decadenza della legge stessa. «Il tutto poteva essere risolto», afferma il sindaco Casini, «con il Milleproroghe, ma il Governo e in particolare i due ministeri competenti per legge, non hanno manifestato la volontà di portare a casa la legge».
Delusa per l’esito di questa vicenda anche la senatrice pentastellata sulmonese, Gabriella Di Girolamo: «Devo dire con chiarezza che con il nuovo governo gli attori sono cambiati e la disponibilità dimostrata in passato dal Mibact non è stata confermata, nonostante i miei ripetuti sforzi per ribadire tutta l’importanza di quei fondi per iniziative socio culturali di cui avrebbe tratto ampio beneficio Sulmona, l’intero Centro Abruzzo e la stessa Regione». Scende così il sipario sugli eventi del Bimillenario che nonostante la loro importanza lasciano il posto a una profonda amarezza. Quei soldi infatti sarebbero serviti per finanziare 13 progetti che restano in piedi ma che difficilmente potranno essere realizzati senza i necessari finanziamenti. Primo tra tutti Spazio Ovidio, il museo sulle opere e la vita del poeta che deve sorgere nell’ex convento di Santa Caterina che per un periodo ha ospitato anche l’Università di Sulmona.
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