Il buttafuori assassino rischia l’ergastolo

Tagliacozzo, chiuse le indagini sull’uccisione di Callegari: Catalano accusato di omicidio volontario, altri 6 indagati per rissa
TAGLIACOZZO. Rischia l’ergastolo Pietro Catalano, 49 anni, accusato di aver ucciso a colpi di pistola, al culmine di una rissa, Marco Callegari (46), di Tagliacozzo. Dopo la fase delle acquisizioni di prove utili a ricostruire la dinamica del delitto, le indagini preliminari coordinate dal pm Vincenzo Barbieri sono state chiuse ed entro fine mese potrebbe esserci la richiesta di rinvio a giudizio per l’omicida e per altre sei persone accusate di rissa aggravata. Catalano dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato. Gli altri indagati sono Alessandro Bogdan Musetescu (28), Ioan Bogdan Stoica (28), Ionut Ichim Rosu (31), Ion Hergheleigiu (34), Alexandru Parvulescu (37) e Stefano Lucidi (42). Quest’ultimo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, al momento dell’omicidio era insieme alla vittima. I fatti risalgono al 10 settembre scorso quando, lungo la strada adiacente alla località turistica Piccola Svizzera, tra Catalano e la vittima, entrambi buttafuori, ci fu uno scontro a causa di vecchie ruggini. Si erano dati appuntamento e si presentarono accompagnati da altre persone. L’omicida era insieme ai romeni, mentre Callegari si presentò all’appuntamento insieme al 42enne. Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima era armata di un martello. A un certo punto della lite Catalano estrasse una pistola sparando ripetutamente contro il rivale e raggiungendolo in più punti del corpo. Per lui non ci fu nulla da fare, nonostante il trasporto in ospedale. Catalano fu raggiunto in casa e arrestato subito dopo. L’arma del delitto fu trovata dai carabinieri a diverse ore dall’omicidio, nascosta in una villetta disabitata a poche decine di metri dall’ abitazione di Catalano. Furono subito avviate le indagini dei carabinieri con il coinvolgimento del Ris. Durante le indagini sono stati eseguiti anche degli accertamenti sulle armi ritrovate sul luogo del delitto, come il martello che il 46enne avrebbe impugnato scagliandosi contro Catalano e la pistola utilizzata. Al vaglio degli investigatori le testimonianze raccolte, oltre alle perizie su una seconda pistola e un fucile. Sono state cercate dal Ris anche le impronte digitali sulle armi sequestrate, con l’uso di sostanze chimiche, un tipo di accertamento tecnico irripetibile. Tutte le prove sono state depositate in Procura la scorsa settimana. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Franco Colucci, Leonardo Casciere, Patrizia Ciciarelli, Luca e Pasquale Motta e Antonio Pascale. Antonio Milo è invece l’avvocato di parte civile.
Pietro Guida
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