Il calvario degli Lsu nelle scuole spediti lontano dalle sedi

4 Settembre 2014

AVEZZANO. Continua il “calvario” degli ex Lsu (lavoratori socialmente utili), impegnati nei lavori delle scuole. L’altro giorno, circa cento di lavoratori dislocati su tutta la provincia, si sono...

AVEZZANO. Continua il “calvario” degli ex Lsu (lavoratori socialmente utili), impegnati nei lavori delle scuole. L’altro giorno, circa cento di lavoratori dislocati su tutta la provincia, si sono ritrovati bloccati davanti agli istituti scolastici, ancora con i cancelli chiusi, sotto un violento acquazzone. Ancora chiusa la scuola di via Salto e di Borgo Angizia ad Avezzano, quella di Capistrello e quella di Carsoli. A quanto pare nessuno aveva comunicato il programma dell’ordine di servizio alle scuole. Solo 20 giorni fa, Emilio Speca, rappresentante sindacale Filcams-Cgil, ha lanciato l’allarme delle condizioni in cui si ritrovano gli ex Lsu. «Le lavoratrici» ha sottolineato Speca «tutte intorno ai 55 anni, si ritrovano a fare lavori che richiedono esperienza, come la verniciatura, e non ricevuto adeguata formazione. Si spostano con mezzi propri per più di 50 chilometri, recandosi dove la scuola ha acquistato i servizi». «Alcune di noi», continua Maria Bianchi, sindacalista Filcams-Cgil, «sono state assegnate all’ospedale di Avezzano. Senza preparazione nemmeno sulla sanificazione. Una lavoratrice di Pacentro mi ha comunicato che è stata mandata a Roccavivi di Balsorano, dove non ci sono mezzi pubblici per arrivarci».(m.t.)

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