Il Cam: controllo costante, ma reti inadeguate

2 Giugno 2024

C’è allarme in città dopo il violento nubifragio di mercoledì. Consorzio e Comune cercano soluzioni

AVEZZANO. Il violento nubifragio avvenuto ad Avezzano lo scorso mercoledì, con un’anziana che ha rischiato di annegare in un sottopasso, hanno riportato all’attenzione lo stato in cui versa il sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche. Non è la prima volta che, in seguito ad eventi di forte intensità, la capacità dei sistemi di drenaggio delle piogge si rivela insufficiente. E ciò anche a fronte di una manutenzione costante, in alcuni punti addirittura settimanale. «Siamo sempre operativi. Lavoriamo sul campo tutti i giorni e il controllo è assiduo. Il territorio marsicano è vulnerabile, specie in occasione di questi nubifragi. Quando cade così tanta acqua le reti non riescono a farla defluire in tempo, perché non possono essere dimensionate per queste precipitazioni eccezionali», ha spiegato Tonino Di Cesare, Coordinatore tecnico del Cam (Consorzio acquedottistico marsicano). Proprio al Cam compete la gestione del servizio idrico integrato. All’interno dell’area urbana, i picchi di piena delle fognature vengono raggiunti e superati, producendo allagamenti che finiscono col danneggiare abitazioni e attività commerciali. Ciò in ragione di un sovraccarico delle reti, già appesantite dalla raccolta di acque reflue civili e industriali. Il sistema risale agli anni ’80. Da un lato in città, nel corso degli anni, sono aumentati i terreni impermeabili (cementificati), dall’altro è cresciuta la popolazione e con lei le acque di scarico, le cosiddette acque nere. Un sistema che 40 anni fa non creava problemi ma che oggi non è più adeguato. «Fenomeni calamitosi come questo capiteranno ancora in futuro, l’importante è che la rete garantisca il regolare funzionamento del sistema. Situazioni così possono mandare in tilt l’italia, non solo Avezzano e la Marsica. Domani avremo un incontro con i dirigenti del Comune per valutare le conseguenze del fenomeno e ne ricercheremo assieme le soluzioni. Nel Piano degli interventi abbiamo previsto il raddoppio delle reti in alcuni punti vulnerabili, opera che richiederà diversi milioni di euro. Di certo avvieremo una progettazione unica con i Comuni e l’Ersi», ha concluso Di Cesare. (a.p.)
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