«Il carcere licenzia 5 infermieri»

Allarme del direttore sanitario Federico: «Sarebbe un dramma, D’Alfonso deve dare risposte»
SULMONA. Preoccupazione tra il personale sanitario e allarme tra i detenuti. Il 30 giugno scadono i contratti di infermieri e medici del supercarcere di via Lamaccio. Finora l’unico provvedimento emesso dal commissario ad acta Luciano D’Alfonso è quello che prevede il nuovo assetto del personale.
La Asl ha assicurato la proroga per i medici. Per 5 dei 9 infermieri, invece, non ci sono garanzie. Entro la fine di giugno, chi rischia il posto di lavoro dovrà usufruire delle ferie 2015 e di eventuali giorni residui del 2014.
«Il rischio» afferma Fabio Federico, direttore sanitario del carcere «è che a giugno, con il personale in ferie, non avrò infermieri per organizzare i turni di lavoro e somministrare le terapie ai detenuti. Il problema è grave: non si potranno garantire i servizi sanitari e, inoltre, va sottolineato che medici e infermieri, con esperienza nel sistema sanitario del carcere, perderanno il posto di lavoro».
Dopo circa cinque anni di rinnovi dei contratti a tempo determinato, l’intenzione di Regione e Asl è di attingere dalle graduatorie nuovo personale sanitario da inserire nel carcere. «Finora» sottolinea «non c’è alcuna certezza, lotterò insieme ai medici e agli infermieri affinché siano rispettati i loro diritti e continuino a lavorare. Purtroppo a emettere decreti sul riassetto del sistema sanitario in carcere è chi non vive questa realtà, con il risultato tangibile di produrre soltanto confusione e, tra i detenuti, la confusione, in particolare nel settore sanitario, può sfociare in dramma».
«Dopo la chiusura del punto nascita» conclude Federico «il taglio dei fondi Fas in Valle Peligna e questa situazione in carcere invito il presidente D’Alfonso a non occuparsi più del territorio se ciò si traduce solo in penalizzazioni».
Chiara Buccini
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