Il cardiologo Guarracini: «Questi servizi sono fondamentali in un territorio montano»

3 Novembre 2019

«Il caso di Avezzano rappresenta un tipico esempio in un intervento fatto nei tempi giusti e nei modi giusti: un paziente colpito da infarto in piena zona di montagna che viene portato alla prima...

«Il caso di Avezzano rappresenta un tipico esempio in un intervento fatto nei tempi giusti e nei modi giusti: un paziente colpito da infarto in piena zona di montagna che viene portato alla prima unità coronarica dotata di emodinamica». A parlare è il cardiologo avezzanese, Leonello Guarracini, pioniere della cardiologia riabilitativa e della defibrillazione precoce in Abruzzo. «Se non ci fosse stato questo reparto», spiega, «sarebbe stato un problema. Il paziente sarebbe stato portato all’Aquila, oppure a Teramo, e in questi casi è tutto sul tempo che si gioca la partita dell’emergenza. Per far partire emodinamica nella Marsica», ricorda Guarracini, «ce n’è voluto negli anni passati. Quelle battaglie hanno portato i loro frutti. È vero che l’emodinamica non può stare in un piccolo ospedale, ma il territorio montano deve essere coperto da questi servizi. Importante è però l’emergenza-urgenza nei soccorsi», chiarisce il cardiologo, «Avezzano è stata una delle prime città cardio-protette. Fino a oggi l’uso dei defibrillatori in determinati punti strategici di Comuni e strutture pubbliche è ancora facoltativo. Questo deve cambiare. Bisogna formare un Esercito della salvezza e coprire il territorio con defibrillatori ma soprattutto con persone che lo sappiano usare». (p.g.)