Il cartello di protesta: «Noi ancora nei Musp Adesso ci meritiamo una scuola vera»

Bambini festanti sì, ma non inconsapevoli di quello che è successo dal 2009 a oggi e della precaria situazione in cui si trova l’edilizia scolastica in città. Fra palloncini e merendine ieri mattina...
Bambini festanti sì, ma non inconsapevoli di quello che è successo dal 2009 a oggi e della precaria situazione in cui si trova l’edilizia scolastica in città. Fra palloncini e merendine ieri mattina un gruppo di bambini ha esposto un cartello per ricordare alle autorità locali che loro fanno lezione ancora nei Musp, le strutture provvisorie realizzate nell’estate 2009 per consentire la ripresa dell’anno scolastico e soprattutto impedire la fuga delle famiglie dalla città. Di scuole “vere” nemmeno l’ombra. Un bambino, in rappresentanza degli altri, con piglio deciso e argomentazione chiarissima, ai microfoni del Tgr ha sottolineato: «Io sono ancora in un Musp e lo sono da quando ero all’asilo». A festa finita è questo il messaggio che dovrebbe far riflettere, e molto, gli amministratori locali. Sui social, ieri mattina, molte mamme dei bambini dell’elementare De Amicis hanno lamentato il fatto che alcune classi (composte dai nati nel 2009 e 2010) non erano state invitate alla cerimonia. Pare che ci sia stato un difetto di comunicazione tra Comune e scuola. Alla fine, due classi sono comunque andate mentre gli altri bambini sono stati accompagnati in piazza Duomo direttamente dai genitori. La scuola media Mazzini ha diffuso la seguente nota: «Tra gli studenti aquilani che hanno partecipato alla Festa della Rinascita, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, c’era anche una rappresentanza di alunni della scuola secondaria di primo grado Mazzini Patini. I ragazzi stanno portando avanti un progetto d’istituto dedicato al decennale del sisma del 6 aprile 2009 e hanno vissuto con emozione la grande manifestazione cittadina che si è svolta a Piazza Duomo in occasione della riapertura della chiesa delle Anime Sante, uno dei simboli del terremoto. Il progetto si intitola “L’Amo QuindiLavivo–La mia città dopo 10 anni” e nasce dall’idea di creare, a 10 anni dal sisma, un percorso multidisciplinare per far conoscere ai ragazzi il passato e la storia collettiva, mantenendo uno sguardo costante verso il futuro e dando spazio e voce ai desideri di ognuno. Tra le attività programmate in vista della ricorrenza del 6 aprile, sono previste uscite sul territorio per conoscere i monumenti della città, concorsi e mostre, lezioni con sismologi, architetti e ingegneri impegnati nella ricostruzione, visite ai cantieri». (g.p.)

