Il caso-Cogesa torna a infiammare il consiglio

Di Piero: «Abbiamo chiesto un piano di risanamento, ragione per cui non è stato approvato il bilancio»
SULMONA . Continua il braccio di ferro tra Cogesa e Comune di Sulmona: il Cogesa chiede ancora il pagamento dei 400mila euro per servizi svolti e non riconosciuti, mentre il Comune non ne vuole proprio sapere di sborsarli. Anzi. Ieri, nel corso dell’approvazione del bilancio consolidato, che vede coinvolte, oltre al Comune, le partecipate Cogesa e Saca, l’intera amministrazione ha puntato decisamente il dito sulla prima affinché possa far partire al più presto possibile un piano di risanamento. Per il secondo anno consecutivo il Cogesa ha infatti chiuso il consuntivo con un pesante passivo. «Abbiamo chiesto al consiglio di amministrazione del Cogesa di attivarsi per un piano di risanamento, in occasione dell’assemblea dei soci, e proprio per questa ragione non abbiamo approvato il bilancio», ha sottolineato il sindaco nel suo intervento, immediatamente sostenuto dall’assessore al Bilancio Katia Di Marzio, la quale, ha sottolineato come «tra Comune e Cogesa sia aperta una vertenza per 273mila euro», riguardante «la contestazione alla società dell’emissione di quattro fatture». Lo stesso assessore ha rammentato che al Cogesa «è stato chiesto l’avvio di azioni correttive per porre rimedio alla situazione emergenziale nella quale la stessa società versa, considerate le perdite di oltre due milioni di euro». Tanto che anche dai banchi della minoranza, con l’intervento di Vittorio Masci (FdI), è salita la preoccupazione per il rischio di commissariamento che corre la società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti. «Troppi dipendenti assunti negli ultimi tempi senza una reale necessità»: come ha evidenziato il capogruppo Pd, Teresa Nannarone, la quale ha ricordato come «l’attuale amministrazione abbia chiesto al Cogesa di poter conoscere le convenzioni stipulate con gli altri Comuni e di avere dati sulle dinamiche di assunzione del personale». Richieste che sono state finora disattese, come confermato dallo stesso segretario generale Nunzia Buccilli. Altro punto caldo all’ordine del giorno ha riguardato di nuovo i debiti fuori bilancio. Questa volta il conto portato in aula è stato di 75mila euro. Masci ha ricordato che i debiti fuori bilancio «maturano per i ritardi con i quali la burocrazia comunale arriva al rispetto delle sentenze». (c.l.)
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