Il caso-piscina: a luglio spesi 17mila euro, 6mila nel 2021

L’AQUILA. «Si fa quel che si può», spiega Giovanni Benevieri, direttore della Rari Nantes, la società che gestisce la piscina comunale, «ma ora è sempre più difficile». I consumi energetici di una...
L’AQUILA. «Si fa quel che si può», spiega Giovanni Benevieri, direttore della Rari Nantes, la società che gestisce la piscina comunale, «ma ora è sempre più difficile». I consumi energetici di una piscina sono tanti: motori, pompe di calore, illuminazione, spogliatoi. Attività che escono già dai pesanti stop della pandemia: «Nel primo lockdown abbiamo dovuto tenere funzionante l’impianto per scongiurare guasti ma la piscina era chiusa». Nel secondo lockdown l’impianto è stato aperto solo agli agonisti. «Quando pensavamo di poter ripartire è arrivata la mazzata delle bollette». Le bollette sono eloquenti: le ultime di luglio sono 17mila euro di luce contro i 6 mila dell’anno precedente. «Per il gas di solito spendevamo circa 8mila euro l’estate e 15mila euro l’inverno: lo scorso inverno invece siamo arrivati a circa 25mila euro. Fino ad oggi siamo riusciti a far quadrare i conti, ora è difficile». A rischio anche le decine di persone che collaborano. «Con queste cifre non so dove mettere le mani, speriamo nei ristori da parte del governo», conclude Benevieri, «il Comune ci ha sospeso il canone di concessione per la pandemia ma serve un’attenzione diversa anche da parte delle altre istituzioni, in particolare dalla Regione Abruzzo». (u.c.)
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