il caso sollevato dal centro esplode a livello nazionale

9 Maggio 2018

Non si placa l’ondata di indignazione per la bandiera di combattimento della Repubblica sociale di Salò come immagine del profilo di un gruppo Whatsapp dei capigruppo di centrodestra in consiglio...

Non si placa l’ondata di indignazione per la bandiera di combattimento della Repubblica sociale di Salò come immagine del profilo di un gruppo Whatsapp dei capigruppo di centrodestra in consiglio comunale. Il sindaco Pierluigi Biondi, finito nel mirino, condivide la chat con i capigruppo di maggioranza del Comune: è scattata la caccia al franco tiratore che ha diffuso lo screenshot della chat con il simbolo dove appare l’aquila nera poggiata su un fascio orizzontale che campeggia sul tricolore. Dopo le critiche immediate di Sinistra Italiana, Articolo 1-Leu e Anpi dell’Aquila, sulla vicenda interviene anche il segretario nazionale di Si, Nicola Fratoianni. «L’emblema della Repubblica nazifascista di Salò» , scrive su Twitter, «come simbolo della chat dei capigruppo e del sindaco di centrodestra all’Aquila? Ma lo sa il sindaco di aver giurato sulla Costituzione nata dalla Resistenza? Ignoranti della storia e irrispettosi dei valori dell’antifascismo, valori fondanti della nostra Repubblica: è questo il volto della destra nel nostro Paese».
Interviene anche la segreteria provinciale di Rifondazione comunista. «In perfetta coerenza con il respingimento della mozione sulla concessione di contributi e spazi pubblici da organizzazioni che diffondono idee e comportamenti ispirati all’odio razziale, all’omofobia, all’antisemitismo, al fascismo e al nazismo, il sindaco Biondi si segnala oggi per chattare con sconcertante disinvoltura su un gruppo Whatsapp contrassegnato dalla bandiera di combattimento della Repubblica sociale di Salò. Poco importerebbe il ridicolo di cui il sindaco si va coprendo anche sulle pagine della stampa nazionale. L’episodio segnala, qualora ce ne fosse bisogno, che Biondi, che ha infangato il nome della città che è chiamato a rappresentare istituzionalmente, si è posto in palese contrasto col giuramento sulla Costituzione a suo tempo pronunciato e che non può più ricoprire il ruolo di sindaco dell’Aquila. Dimissioni subito».