Il Centro di salute mentale cerca una casa
Del Giovane (Percorsi): «Assistiamo 1.200 pazienti, non è possibile avere come sede due stanze»
SULMONA. La sospensione delle attività del Centro di salute mentale e del Centro diurno psichiatrico stanno causando non pochi problemi ai 1.200 pazienti della struttura di viale Mazzini.
Lo sanno bene i loro familiari, che hanno dato vita all'associazione Percorsi e che invocano una soluzione urgente. Al momento terapie e cure vengono eseguite all'interno di due ambulatori all'ospedale. «Si tratta di spazi assolutamente non idonei per il percorso dei pazienti», fa notare Dante Del Giovane, responsabile di Percorsi, «in due stanze non si possono fare terapie, visite e somministrare medicinali e esami. Noi speriamo che la situazione venga risolta in modo urgente e nell'interesse dei pazienti. Da anni ci battiamo per avere una sede degna di questo nome e dopo essere tornati in città, vista la parentesi infelice dell'ex Croce Rossa alla zona artigianale, speravamo di aver trovato una giusta collocazione. Ora, invece, un nuovo trasloco».
Intanto, la Asl ha presentato ricorso contro l'ordinanza di sospensione delle attività nella struttura di viale Mazzini firmata dal sindaco, dopo le irregolarità rintracciate dai Nas, in seguito ad un esposto del Nursind. Ed è proprio il sindacato a spiegare i motivi della segnalazione ai carabinieri: «Il nostro esposto, che ha trovato pieno riscontro a seguito degli accertamenti effettuati dalla polizia giudiziaria, era finalizzato esclusivamente a tutelare i lavoratori che prestano servizio in quella struttura e, indirettamente, i pazienti in cura», Antonio Santilli, segretario provinciale Nursind, «abbiamo agito per la protezione dei lavoratori. Ai pochi “non disinteressati” che hanno mosso critiche all’iniziativa sindacale rispondiamo che non possiamo consentire alla direzione generale della Asl di non avere nei confronti delle strutture sanitarie del comprensorio Peligno quelle attenzioni che questa zona merita, tanto più nel caso che si tratti di attuare misure di sicurezza nei confronti dei lavoratori e dei cittadini che, ignari, si affidano alle locali strutture sanitarie».
Anche Edoardo Facchini, responsabile regionale del Tribunale per i diritti del malato, invoca una soluzione urgente. Intanto, l'ordinanza di sospensione e il ricorso della Asl sembrano aver compromesso il rapporto tra il sindaco di Sulmona Annamaria Casini e il manager della Asl Rinaldo Tordera, dopo l'ultimo consiglio comunale in cui il manager era intervenuto per parlare di sanità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

