Il Centro studi cresce coi 400 libri donati dall’archeologa Barra

La studiosa scoprì tracce degli uomini preistorici nel Fucino La biblioteca conta 5mila volumi ed è gestita dalla Pro loco
AVEZZANO. Il Centro studi “Ugo Maria Palanza” diventa il più importante punto di riferimento culturale di Avezzano. Due i suoi punti di forza: una sede fissa e una biblioteca di oltre 5.000 volumi, ai quali si sono ora aggiunti gli oltre 400 donati da Anna Barra, archeologa di fama internazionale, che alla fine degli anni Settanta, insieme a Renata Grifoni Cremonese dell’Università di Pisa, ebbe un ruolo di primo piano nella campagna di scavi nella Grotta Continenza di Trasacco, che portò alla luce reperti attestanti la presenza di esseri umani intorno al lago fin dal Paleolitico superiore (oltre 14mila anni fa). La notizia della straordinaria scoperta fece il giro del mondo. A segnalare quel sito era stato Umberto Irti, per anni presidente dell’Archeoclub della Marsica. «È stata un’impresa da pionieri», ricorda l’avvocato Irti, oggi presidente onorario dell’associazione, «disponevamo di pochissime risorse finanziarie, appena un milione di lire, e dormivamo nelle scuole di Trasacco. Ma l’entusiasmo era alle stelle: scavavamo dall’alba al tramonto senza fermarci un attimo. La scoperta fatta ci ha però ripagati di tutti i sacrifici».
Dopo gli scavi la professoressa Barra andò via, ma il legame con la Marsica non si è mai spezzato, tanto da decidere di donare i libri di archeologia di maggior pregio della sua biblioteca all’Archeolclub, oggi presieduto da Laura Saladino. La prematura scomparsa non ha consentito alla Barra di consegnarli personalmente. A farlo ci ha pensato però la figlia, Francesca Incardona, nel corso di una cerimonia tenutasi al Palazzo Torlonia.
Data l’importanza dei libri, l’Archeoclub ha ritenuto che la loro collocazione ideale fosse la biblioteca del Centro studi, che ha anche una specifica sezione di archeologia. In tal modo si sarebbe evitato che i testi donati dalla Barra, alcuni dei quali molto rari, finissero in qualche scantinato e nessuno li potesse consultare. Da qui l’idea di donarli alla Pro loco che gestisce il Centro studi. L’artefice di questa operazione, che si prefigge la valorizzazione e la fruizione da parte di un vasto pubblico dei libri della Barra, è stato il professor Gianluca Tarquinio, che fa parte del direttivo sia dell’Archeoclub che della Pro loco.
Il Centro studi nasce il 30 dicembre 1975, per iniziativa della Regione che ne affida la gestione al Comune. Non disponendo però di una sede, i libri della biblioteca, chiusi in sacchi, finiscono prima negli scantinati dell’Istituto Don Orione e successivamente nella malandata biblioteca comunale. Nell’agosto 2004, il Centro, non sapendo dove andare, chiude i battenti. Lo scorso anno, la Pro loco, presieduta da Federico Tudico, avendo ottenuto dalla Regione, per interessamento di Giuseppe Di Pangrazio, i locali di Palazzo Torlonia, ne destina una parte al Centro studi, che potrà così riprendere l’attività.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

