Il cimitero senza controlli Continui furti sulle tombe

9 Ottobre 2019

La denuncia di una cittadina aquilana: rubano dalle piante agli emblemi storici Prima c’era frate Nello a guardia del luogo sacro, ora non c’è più nessuno

L’AQUILA. Nessun controllo al cimitero monumentale dell’Aquila e così i ladri e i vandali hanno vita facile. Dalle tombe e dai loculi oramai scompare di tutto: dalle lampade votive e altri oggetti in rame, ai vasi di fiori, emblemi storici. È il caso della signora Annamaria Iannucci, che denuncia ben due furti nel giro di poco tempo.
«Sono due giorni che vado al cimitero a fare visita alla tomba di mio marito, deceduto nel 2014, e sono due giorni che trovo spiacevoli sorprese», scrive la signora Iannucci.
«Il pomeriggio dello scorso giovedì una mia amica di Alassio è venuta a farmi visita e mi ha accompagnata al cimitero e ha deposto, sulla tomba di mio marito, un vaso con una pianta di azalea».
Ebbene quella pianta ha resistito soltanto un giorno, come racconta la signora Iannucci. «Sabato mattina, infatti, il vaso e la pianta non c’erano più».
Ma non è finita qui.
«Domenica mattina sono tornata a fare visita alla tomba di mio marito – oltre che agli altri miei cari defunti – e avevo messo sulla lapide un emblema dell’Adunata nazionale degli Alpini che si era svolta all’Aquila nel 2015. Sono tornata nel pomeriggio al cimitero, alle 15.30, e l’emblea dell’Adunata alpini non c’era più. Mi è venuto da piangere, oltre che per il dolore», sostiene la signora Iannucci, «soprattutto per la rabbia. Sono ricordi affettivi molto cari. E mi chedo: perché questo deve accadere? Perché esiste gente così meschina? Se non hanno rispetto per i morti, cosa potrebbero fare ai vivi?». La signora Iannucci denuncia la mancanza totale di controllo all’interno del cimitero monumentale: «Una volte c’era frate Nello, il custode, che con la sua auto faceva sempre il giro del cimitero – che purtroppo frequento da molto prima della morte di mio marito – e lo so perché i miei cari defunti sono dislocati in diverse parti del camposanto. Ora, invece, è una landa desolata senza più controllo. E non solo per i furti. Ci vuole più rispetto per un luogo sacro».
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