Il Classico chiuso da 8 anni continua a perdere i pezzi

7 Febbraio 2017

Le ultime nevicate e le infiltrazioni hanno finito per danneggiare lo storico liceo Nel gennaio 2016 arrivati i fondi della Regione, ma dei lavori non vi è traccia

SULMONA. Sta cadendo a pezzi la storica sede del Liceo classico Ovidio. Le ultime nevicate hanno praticamente inflitto il colpo di grazia alla struttura, chiusa dal sisma del 2009. Le infiltrazioni di acqua hanno ormai pregiudicato anche la facciata e l’intonaco, con una grossa porzione che si è staccata nei giorni scorsi, comportando l’intervento dei vigili del fuoco. La macchia è ben visibile nella parte destra dell’edificio, verso l’angolo con piazzate Minzoni.Intanto, da palazzo San Francesco la dirigente del quarto settore Filomena Sorrentino, ha avviato la gara d’appalto del servizio di direzione e contabilità dei lavori di miglioramento sismico del Liceo. Il provvedimento è stato pubblicato sull’albo pretorio del Comune ed è un passaggio necessario per ottenere il parere dell’ufficio del Genio civile sul progetto esecutivo. L’importo è pari a 68mila euro.

Nonostante l’avvio dell’iter, è ormai nuovamente sfumato l’ultimo cronoprogramma che vedeva la riapertura dello storico Liceo per aprile prossimo. In concomitanza con le celebrazioni del bimillenario della morte di Ovidio.

A gennaio dell’anno scorso, la Regione ha sbloccato i fondi necessari per gli interventi. Si tratta di 2 milioni e 100mila euro, frutto di precedenti economie accertate dalla Provincia, che si vanno ad aggiungere ai 2 milioni e 17mila euro della delibera Cipe del 6 agosto 2015, con cui si finanziava la messa in sicurezza delle scuole fuori e dentro il cratere. Col via libera della Regione, tutt’altro che scontato visto che si tratta di un edificio storico e vincolato che dovrà rispettare i parametri di sicurezza all’80% (così come dispongono le nuove norme in materia di mitigazione del rischio sismico), si può dare finalmente avvio alla fase operativa. Gli interventi previsti prevedono miglioramenti per un minimo del 70% di adeguamento alle norme antisismiche del 2010, puntando a far salire la percentuale col progetto definitivo e non esecutivo che andrà a bando sull’intera struttura. Gli interventi interesseranno anche l’attigua biblioteca comunale, chiusa sempre per inagibilità dal 2009, coi suoi 40mila volumi (alcuni rari e molto antichi) in abbandono.

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