Il Comitato 58: casette provvisorie, si trovi una soluzione

Replica al vicesindaco Trifuoggi: «No alla demolizione Si apra al più presto un confronto col Comune sulla vicenda»
L’AQUILA. La presa di posizione del vicesindaco Nicola Trifuoggi che sulla rivista “Quaderni in mutazione” ha duramente criticato la delibera comunale 58 del maggio 2009 con la quale si consentiva ai privati (con i loro soldi) di realizzare manufatti provvisori per sostituire temporaneamente l’abitazione principale danneggiata dal sisma, ha provocato la reazione del Comitato 58 che chiede che quelle casette non vengano demolite.
«La contestata delibera» scrive il Comitato 58 «è stata emanata allo scopo principale di risparmiare sulle spese di assistenza per una bella fetta di popolazione, incentivando gli investimenti privati dei cittadini interessati dal provvedimento. Ciò si è fatto anche profilando l'ipotesi di una futura definitiva legittimazione. Concordiamo su ciò che Trifuoggi dice riguardo la stesura della delibera che è, purtroppo, gravemente lacunosa e contraddittoria. Gli unici a farne le spese, però, sono proprio i proprietari dei manufatti che sovente subiscono procedimenti penali e ordinanze demolitorie pur avendo rispettato appieno tutti i requisiti imposti dal provvedimento. Ci preme ricordare che il nostro Comitato è nato ed opera fin dal 2012 per difendere i diritti di quei cittadini che, nel rispetto delle regole e della delibera, hanno investito i propri risparmi in perfetta buona fede, credendo che le promesse loro fatte potessero un giorno venir soddisfatte. Ora noi vorremmo far capire al signor vice sindaco, spinti anche dal fatto che condividiamo alcuni punti del suo discorso (motivo questo che potrebbe essere vettore di un futuro confronto), che il Comitato non si è mai posto a spada tratta a difesa di ogni edificazione realizzata a seguito del sisma. Al contrario, in più di una occasione ha ribadito che per la vastità del fenomeno e delle tipologie sia di costruzione che di terreno, ma anche per le varie situazioni sociali che questo fenomeno comporta, generalizzare come sinora ha fatto chiunque abbia osteggiato il fenomeno, è assolutamente controproducente e non conduce a nulla se non alla mera e sterile polemica. Oggi l'amministrazione è chiamata ad affrontare insieme ai cittadini la questione per trovare una soluzione, anche se gli amministratori subentrati non condividono le scelte fatte da altri in precedenza. È giusto e necessario che chi ha rispettato la delibera non venga perseguitato. Auspichiamo invece di trovare nel vice sindaco un interlocutore valido che ascolti e valuti alcune delle nostre proposte. I nostri tecnici hanno infatti messo a punto in questi anni diverse ipotesi di soluzione, prendendo spunto anche da situazioni analoghe che si sono verificate in altre realtà del nostro paese e che, in alcuni casi, hanno portato anche dei non trascurabili benefici economici per l'amministrazione stessa». (g.p.)

