Il Comitato no biogas dà battaglia

Collarmele, replica al portavoce della società: chiarezza su approvvigionamenti o niente via libera
COLLARMELE. La risposta del Comitato civico alla Biometano Energy, che accusa alcuni suoi membri di contattare i fornitori degli scarti agricoli per convincerli a disdire il contratto, non si è fatta attendere. «Avevamo paventato tale pericolo», aveva spiegato Claudio Peraino al Centro, portavoce della società, «per questo avevamo segretato alcuni documenti». «La certezza dell’approvvigionamento», replica il Comitato presieduto da Marcella Tagliola, «è un prerequisito dell’opera. In sua assenza l’autorizzazione all’impianto non può essere concessa. Invocare il segreto industriale è del tutto inopportuno ed è naturale che il Comitato voglia fare chiarezza». Peraino ha rilevato anche che gli incentivi previsti per tale attività non provengono dal bilancio statale, ma dal Gse. «È doveroso rammentare», ribatte la portavoce del Comitato, Noris Todisco, «che gli incentivi al biometano (4,7 miliardi di euro) furono stanziati dal governo Gentiloni nel 2017. Sono quindi incentivi statali che saranno caricati come oneri ai cittadini. Il Gse è una società individuata dallo Stato per perseguire gli obiettivi sulle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica e per queste finalità utilizza denaro pubblico». Mentre poi per la società l’allungamento dei tempi nell’approvazione del progetto da parte di funzionari pubblici è dipeso dallo «scrupolo» con cui esso è stato esaminato, per il Comitato il ritardo è dovuto al fatto che «il primo progetto presentato dalla Biometano Energy fu rigettato. Oggi si sta esaminando un nuovo progetto ancora al vaglio del Rup regionale». Riguardo al «disagio psicologico», che secondo il sindaco di Collarmele, Antonio Mostacci, l’impianto avrebbe creato, ma che a parere della società «non può costituire una preclusione», il Comitato obietta che «da un ampio dibattito sull’argomento è emerso che il modello di misurazione del benessere deve tener conto, in modo bilanciato, di diverse componenti, perché la sola valutazione del benessere economico è insufficiente a stabilire il benessere dell’individuo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

