Il Comune a caccia di una mensa

7 Ottobre 2024

Proteste delle famiglie per un disservizio che, se non risolto, porterà allo scontro

SULMONA. Settimana decisiva per il servizio di refezione scolastica nel comune di Sulmona. Il prossimo 11 ottobre scade infatti il termine ultimo che gli amministratori comunali hanno assegnato alla ditta vincitrice dell’appalto, la Rica di Somma Vesuviana, per trovare un centro di cottura attrezzato e apparecchiare la tavola per i 900 piccoli alunni delle scuole. Una situazione che comincia a esasperare un gruppo di genitori che, stanchi del disservizio, stanno valutando di rivolgersi alla magistratura. «Non è possibile che i nostri figli non sanno come e quando mangeranno nella mensa», insorgono le famiglie, disposte anche ad alzare il livello della protesta se tutto non si risolverà al più presto. «Siamo costretti ad adattarci per venire incontro alle famiglie che sono sul piede di guerra», fa sapere il presidente del consiglio d’Istituto del Mazzini-Capograssi, Alessandro Ciuffini. «Ci auguriamo che questa situazione di emergenza si risolverà in tempi rapidi». Dalla scorsa settimana gli alunni delle scuole portano il panino o il pasto da casa, seguendo le regole stabilite dai diversi istituti per evitare la contaminazione del cibo: posate identificate con il nome, nelle quali non deve esserci il coltello; porzioni monodose, tovaglietta da mettere sul banco, bicchiere, tovagliolo e un sacchetto a parte per contenere il tutto, con il cibo che deve entrare in classe la mattina insieme agli studenti e non essere portato durante le ore di lezione. Restano senza possibilità alternative, invece, i bambini delle scuole materne, la cui gestione del pasto fai da te sarebbe troppo complessa e piena di responsabilità. Una situazione complicata che aveva spinto l’altro giorno il Comune a diffidare formalmente la ditta. Entro l’11 ottobre la mensa dovrà partire, hanno scritto da Palazzo San Francesco, o il servizio potrebbe essere affidato ad altri. «Non possiamo andare avanti e la soluzione va trovata a stretto giro, nell’interesse delle famiglie e dell’ente», sottolinea il sindaco, Gianfranco Di Piero. La società, dopo aver indicato un ristorante di Bugnara, poi rivelatosi inadeguato, sta ora cercando di far passare come centro cottura la clinica San Raffaele, dove già svolge il servizio di refezione. Ipotesi questa, però, ancora tutta da verificare nella sua fattibilità. (a.d.a.)
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