Il Comune arma i vigili con 30 pistole

Le nuove forniture destinate ad accrescere l’arsenale della polizia urbana, l’uso sarà limitato alla difesa personale
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila ha acquistato trenta pistole destinate alla polizia municipale.
Lo ha fatto tramite una delibera del dirigente Tiziano Amorosi di agosto 2019 che prevede la fornitura di armi corte da sparo comprese le munizioni: 19 scatole di proiettili da 50 colpi.
La decisione è stata presa per il fatto che il Comando non possiede una idonea armeria per la custodia per cui si è resa necessaria una nuova fornitura con contestuale permute delle armi obsolete, una ventina. La spesa, fatta in un negozio aquilano, sfiora i 15mila euro. Attualmente il numero delle pistole in dotazione al Corpo di polizia municipale è di 57 come si attesta in una delle due delibere riguardanti questo argomento.
Il modello scelto è una “Tanfoglio Force”, una pistola semiautomatica con doppio caricatore prodotta a Brescia. Si tratta, in particolare, di un modello destinato all'autodifesa con calibro “9 X 21”. L’acquisto è stato possibile dopo il nulla osta da parte della Questura.
La disponibilità di queste nuove armi, a scanso di equivoci e di facili strumentalizzazioni, non permette di ipotizzare un utilizzo disinvolto e improprio. Si tratta di armi che la polizia municipale non userà praticamente mai. Secondo l’attuale normativa, infatti, la dotazione dell’arma può essere disposta solo per difesa personale del singolo operatore.
Per cui va escluso che la pistola possa essere usata per altri scopi, sia pure istituzionali, come la difesa del cittadino da un’aggressione o come strumento offensivo o dissuasivo nell’ambito di attività di prevenzione e repressione dei reati. Questo lo chiarisce la stessa Associazione professionale della polizia locale in modo inequivocabile. Un’imposizione legislativa che suscita perplessità, soprattutto per quanto avviene nelle periferie dei grandi centri, ma al momento non si va oltre. Il divario tra polizia urbana e gli altri Corpi investigativi (come polizia, carabinieri e finanza) in tema di dotazione di armi è notevole.
Va anche considerato che il ruolo della polizia municipale è cambiato molto negli ultimi anni e lavora molto sotto il fronte della sicurezza: qualche rischio si corre. E’ stato previsto, con una recente delibera comunale, che i vigili urbani lavorino anche di notte con un potenziamento dei servizi di controllo in centro storico e sulle strade aquilane. Tra gli obiettivi il pattugliamento del territorio e la salvaguardia dei monumenti. Servizi che talvolta mettono gli operatori a contatto con persone di dubbia sobrietà e reputazione: la sola presenza di personale armato può essere un deterrente importante nei riguardi di malintenzionati. E per questo nuovo servizio di presidio notturno sono stati stanziati 20mila euro. Da anni, ormai, i vigili urbani fanno attività di polizia giudiziaria, estendendo le loro competenze con un proprio nucleo a palazzo di giustizia.
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