Il Comune batte cassa e avvia il recupero crediti

L’ente ha affidato a una società privata la riscossione di circa 300mila euro Si tratta per lo più di affitti non pagati con contenziosi che vanno avanti da anni
SULMONA. Scatta il recupero crediti in Comune. Palazzo San Francesco deve incassare circa 300mila euro di affitti non pagati per l’utilizzo di strutture, impianti sportivi, negozi, case parcheggio. Alcune situazioni vanno avanti da anni, con tanto di procedimenti giudiziari e debiti altissimi, altre sono meno urgenti, ma comunque importanti. Certo è che la Corte dei Conti non transige su determinate cose e per questo negli ultimi tempi la giunta Casini ha avviato un recupero crediti che mai era stato effettuato. Per questo l’assessore al Contenzioso, Pierino Fasciani,ha fatto sapere che è stato affidato ad una società dedicata il recupero dei crediti comunali.
«Il Comune vanta crediti per 295.113 euro», ha detto Fasciani, «e questa amministrazione sta operando con rigore e convinzione, nonostante le limitazioni di personale: ricordo che nell’ufficio legale c’è una sola persona. Nonostante questo, abbiamo dato una spinta importante al recupero dei nostri crediti con azioni legali e incarichi a società specializzate». Una delle ultime azioni si riferisce al Consorzio Terra Viva, l’esperimento innovativo di produttori a chilometro zero del territorio che si sono messi insieme per vendere le loro cose, ma che non devono aver pagato sempre il canone di locazione dei locali ristrutturati di via Federico II, dal momento che hanno accumulato un debito di 65mila euro. Meno della metà, certo, di quello dell’ex gestore del ristorante di pesce all’Incoronata, che deve a Palazzo San Francesco 140mila euro e che occupava anche l’appartamento sovrastante in qualità di custode. Segue, per ordine di grandezza della somma, il Cescot che è andato via da Sulmona chiudendo la scuola di cucina e lasciando un conto non pagato di circa 80mila euro. Si terrà a giorni, invece, l’udienza su palazzo Manara, l’ex liceo scientifico di viale Matteotti, che il Consorzio celestiniano aveva preso in affitto nel 2000 a 1.500 euro al mese per poi subaffittarlo a 5mila ad altri, che ci hanno realizzato un albergo con annesso ristorante. Lo stabile, infatti, è occupato dal Consorzio celestiniano da 19 anni, quando venne sottoscritta la convenzione per la gestione di cinque anni, diventata poi tra una causa e l’altra prima di dodici (come contratto commerciale) e poi di diciannove (come contratto alberghiero). Dallo sfratto esecutivo alla richiesta delle chiavi, mai restituite, è già passato più di un anno. «Sono tutte situazioni che andremo a sanare, come già fatto con gli impianti sportivi», ha aggiunto Fasciani, «questa è una corretta gestione del patrimonio comunale, mai fatta finora». Si affianca a questo il lavoro svolto dall’Ufficio tributi e dall’assessore al Bilancio, Stefano Mariani, sulla riduzione dei tempi dei pagamenti, con accertamenti (70 pratiche) delle tasse non riscosse e conseguenti mediazioni (70) e contenziosi (50).
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