Il Comune condannato a pagare 13mila euro di sussidi post-sisma

17 Novembre 2021

Il contributo di autonoma sistemazione (sospeso nel 2015) continua a generare spese per l’ente Un cittadino ha fatto causa e ha ottenuto una sentenza favorevole dal tribunale dell’Aquila

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila, a 12 anni e mezzo dal terremoto e sei anni e mezzo dalla sospensione del contributo (primo marzo 2015) continua a pagare somme per l’autonoma sistemazione (siamo giunti al 95° elenco dal 2009 che, in questo caso, contiene una sola posizione). Questa volta, come si legge in una determina, lo ha dovuto fare “costretto” da una sentenza del tribunale che ha deciso a favore di un privato che ora avrà 13.500 euro. Nella determina si legge che “sin dalla prima fase emergenziale, il Contributo di autonoma sistemazione è stato corrisposto in base alle autocertificazioni rese dai richiedenti, salva la successiva verifica da parte dell’ufficio in ordine alla sussistenza dei requisiti previsti dalle Ordinanze di riferimento, ai fini del recupero delle somme indebitamente erogate”. Adesso, si legge ancora nella recente determina, “dev’essere liquidata una posizione di contributo di autonoma sistemazione, a seguito di istruttoria condotta dai competenti Uffici, per periodi pregressi alla cessazione delle forme onerose di assistenza, così come da sentenza del tribunale dell’Aquila acquisita al protocollo dell’ente il 5 agosto 2021. La somma da pagare complessivamente ammonta a 13.600 euro.
LA STORIA
Il contributo di autonoma sistemazione fu previsto nell'ordinanza del presidente del consiglio dei ministri numero 3754 del 9 aprile 2009 a favore “dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa, fosse stata distrutta in tutto o in parte o sgomberata in esecuzione delle autorità competenti”. Del Cas, nella prima fase dell’emergenza, hanno usufruito oltre 13.000 famiglie (30.000 persone circa) con cifre che sono arrivate fino a 600 euro al mese (chi abitava da solo 300 euro). Al momento dell’interruzione (31 marzo 2015) prendevano il contributo ancora oltre 600 persone. Gli elenchi dei beneficiari (84 elenchi nei primi sei anni, altri 10 fino a oggi per questioni pregresse) sono ancora disponibili sul sito internet del Comune dell'Aquila sul quale si legge anche che fino al 31 dicembre 2017 (esclusi quindi i fondi di cui alla determina più recente) erano stati recuperati oltre due milioni e mezzo di Cas non dovuto. Tenuto conto che controlli e verifiche sono lunghi e complessi è probabile che sul Cas la “cresta” non sia stata solo di poco più dell’uno per cento della cifra complessiva erogata dallo Stato attraverso il Comune – come dicono i dati – ma più alta.
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