Il Comune fa digiunare Amarena

27 Agosto 2017

Ordinanza impone di raccogliere frutta a Bisegna e San Sebastiano

BISEGNA. Non si possono più coltivare frutta e altri prodotti che potrebbero far gola all’orsa Amarena. Un metodo col quale il commissario prefettizio del Comune di Bisegna, Giovanni Todini, intende fermare le incursioni dell’animale, in questi giorni diventato ancor più celebre grazie a un video che spopola sul web.
L’ordinanza è in vigore sul tutto il territorio comunale ed è rivolta ai proprietari di terreni coltivati o di piante da frutta nei centri abitati di Bisegna e San Sebastiano dei Marsi. L’ordine è quello di provvedere, «con urgenza, alla raccolta di frutta, avvalendosi a tal fine, di collaboratori e volontari indicati dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise». Chi non la rispetta va incontro a severe sanzioni.
Ma il provvedimento sta scatenando un autentico putiferio.
«Addio alla biodiversità e addio soprattutto a quelle essenze, ormai quasi estinte, che si coltivavano nella Valle del Giovenco», tuonano alcuni residenti, «perché, abbandonate per via dei cervi e di altri selvatici, ora non si possono neanche più coltivare all’interno del paese. E questo a seguito di un’ordinanza ingiusta che paradossalmente rischia di mettere in pericolo la stessa orsa, visto che qualcuno poco sensibile potrebbe fare del male all’animale».
Secondo i residenti, poi, «raccogliere la frutta prima che questa venga a maturazione, altrimenti potrebbe arrivarci prima Amarena, significa non poterla coltivare. Ma può un Comune vietare la coltivazione? Eppure è proprio quello che ha fatto il commissario prefettizio ordinando a tutti i proprietari di terreni coltivati e di piante da frutta nei centri abitati di Bisegna e San Sebastiano di provvedere, con urgenza, alla raccolta della frutta. Ecco come si pensa di gestire la problematica degli orsi confidenti».
Gli abitanti di San Sebastiano dei Marsi, che da qualche giorno si fregia anche della tabella con la scritta “paese degli orsi”, chiedono un intervento dei vertici del Parco nazionale. (r.rs.)
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