Il Comune fa la mappa delle aree incendiate

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila ha censito alcune zone del suo territorio interessate negli anni scorsi dagli incendi. Si tratta di un obbligo di legge che ha l’obiettivo di evitare speculazioni...
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila ha censito alcune zone del suo territorio interessate negli anni scorsi dagli incendi.
Si tratta di un obbligo di legge che ha l’obiettivo di evitare speculazioni urbanistiche o di altro tipo su quelle aree.
La norma è nata perché a volte gli incendi vengono provocati da chi poi punta a “invadere” i terreni – su cui c’era una fitta vegetazione – per utilizzarli, ad esempio, per il pascolo degli animali o addirittura per vere e proprie cementificazioni.
In particolare, in una recente delibera comunale, si ricorda «che nel periodo 2015-2017 vari incendi hanno interessato il territorio boschivo e pascolivo del Comune dell’Aquila e tra questi si annoverano roghi di piccola, media e grande entità».
Tra i più estesi vengono annoverati quello di monte Rua nella frazione di Preturo del 6 agosto 2017, in cui il fuoco ha interessato oltre 62 ettari, e quello di Aragno del primo agosto 2017 per 10 ettari circa.
Complessivamente il Comune «sulla scorta delle comunicazioni effettuate dal Corpo dei Carabinieri Forestali, ha censito, perimetrato e quantificato i soprassuoli percorsi dal fuoco per una superficie complessiva di 86 ettari e ha redatto le cartografie e gli elenchi particellari completi che sono parte integrante e sostanziale della delibera. Una legge del 2000 prevede che le zone boscate e i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possano avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni e che sono altresì vietati per dieci anni il pascolo e la caccia e che per cinque anni sono proibite le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale salvo specifica autorizzazione del ministero dell’Ambiente».
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