Il Comune ingaggia dieci geometri per 4mila pratiche

Non saranno assunti dall’ente: serviranno a smaltire l’arretrato dei condoni edilizi fermo da trent’anni
L’AQUILA. Il Comune corre ai ripari per smaltire le pratiche dei condoni edilizi “dimenticati”. Sono circa 4mila le domande di sanatoria che l’ente deve ancora evadere. Un arretrato che non si riesce ad azzerare per colpa soprattutto del poco personale assegnato agli uffici competenti. Per rimediare, la giunta ha deciso di sottoscrivere, con il Collegio dei Geometri della provincia dell’Aquila, un accordo per affiancare, ai dipendenti del Comune, tecnici qualificati, il cui compito sarà quello di riavviare e quindi chiudere i fascicoli fermi.
A presentare l’intesa sono stati l’assessore all’Urbanistica Daniele Ferella e il presidente del Collegio dei Geometri Giampiero Sansone. I condoni a cui l’accordo si riferisce sono i tre disposti finora dallo Stato: quello del 1985 (governo Craxi); quello del 1994 (primo governo Berlusconi) e l’ultimo del 2003 (secondo governo Berlusconi). L’intesa durerà tre anni, l’arco di tempo che il Comune e i Geometri hanno stimato essere necessario per chiudere tutte le istanze. A muovere l’amministrazione, oltre all’esigenza di fare cassa, sono ragioni etiche («Ci sono pratiche vecchie di trent’anni», ha ricordato Ferella) e anche pratiche, visto che le domande di condono inevase, in alcuni casi, ostacolano l’iter autorizzativo delle istanze legate alla ricostruzione post-sisma. I geometri che prenderanno servizio in Comune (dopo aver sostenuto un periodo di formazione) sono una decina e sono stati già selezionati dal Collegio sulla base del possesso di alcuni requisiti. Ferella ha tenuto a specificare che non saranno assunti dall’ente. Quest’ultimo si limiterà a riconoscere loro dei compensi tenendo conto di un tariffario variabile a seconda del tipo di pratica trattata. Tale compenso, secondo l’intesa, non potrà comunque superare i 10mila euro lordi a incarico. I costi saranno sostenuti dal Comune, ma alla lunga, ha detto Ferella, «l’intesa si ripagherà da sola grazie alle somme che incasseremo con i soldi delle oblazioni». «Siamo molto soddisfatti», hanno detto sia Ferella che Sansone. «È uno dei primi accordi siglati in Italia in quest’ambito. Siamo sicuri che altre amministrazioni ci imiteranno». Critico il consigliere di opposizione Lelio De Santis: «È una decisione che risponde più a un’esigenza di acquisizione del consenso che a una necessità tecnica e amministrativa. Con tutto il rispetto per la figura del geometra, sarebbe stato più opportuno far ricorso a ingegneri e architetti». Secca la replica di Ferella: «De Santis non solo è riuscito ad affermare l’esatto contrario rispetto al contenuto del provvedimento, ma ha anche infangato l’onorabilità professionale di un’intera categoria».
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