Il Comune istituisce una task force interna per la revisione delle tariffe sui servizi

16 Settembre 2020

Il Comune attiva una task force per la revisione delle tariffe per i servizi scolastici. È quanto prevede la delibera approvata ieri dalla giunta che dà il via alla creazione di un gruppo di lavoro...

Il Comune attiva una task force per la revisione delle tariffe per i servizi scolastici. È quanto prevede la delibera approvata ieri dalla giunta che dà il via alla creazione di un gruppo di lavoro interno incaricato di esaminare il rapporto tra costi e quote pagate dagli utenti per mense, trasporto, pre e dopo scuola. Ne faranno parte dipendenti dell’Ufficio per il diritto allo studio e del settore Finanze. «La fissazione delle tariffe risale al 2015, quindi alla precedente amministrazione», sottolinea l’assessore alle politiche scolastiche Francesco Cristiano Bignotti, «per cui è necessario rianalizzarle anche alla luce della segnalazione che abbiamo ricevuto dalla Corte dei Conti». I magistrati contabili hanno rilevato uno scostamento eccessivo tra le quote pagate dagli utenti e il costo sostenuto dal Comune per i servizi. La copertura della spesa con le tariffe si attesta intorno al 26 per cento, contro il 35 per cento indicato dalle norme come soglia minima. «Si tratta di una questione delicata sia dal punto di vista amministrativo», osserva Bignotti, «sia per le ricadute sociali». Il gruppo di lavoro, dunque, avrà il compito di bilanciare le esigenze di adeguamento alle osservazioni della Corte dei conti e di contenimento del carico economico per chi usufruisce dei servizi accessori alle attività didattiche. «L’ipotesi di rimodulazione si baserà comunque sull’Isee dei contribuenti», chiarisce Bignotti, «riconsiderando le fasce di reddito a cui sono applicate le diverse tariffe». L’assessore tiene comunque a far notare che le quote richieste ai cittadini sono particolarmente leggere. «Per le mense, ad esempio, la nostra tariffa più alta, che ammonta a 2,88 euro a pasto», spiega, «corrisponde a quella più bassa di città simili». Secondo l’opposizione, però, lo sbilanciamento è dovuto non tanto alle tariffe basse quanto ai costi troppo alti che l’amministrazione non riuscirebbe a tenere sotto controllo anche per interessi politici nei confronti dei fornitori. «Si tratta di un’accusa totalmente infondata», replica l’assessore, «i servizi sono affidati tramite gare d’appalto che hanno criteri determinati e vengono gestite dalla struttura tecnica, non c’è alcun margine di discrezionalità o d’ingerenza». (g.d.m.)