Il Comune mette il freno all’abitabilità di sottotetti e cantine

7 Novembre 2017

Diverse le restrizioni votate dal consiglio all’applicazione delle legge regionale. D’Eramo: evitare le speculazioni

L’AQUILA. Uno sbarramento a possibili speculazioni sul cambio di destinazione d’uso a sottotetti, garage e scantinati, è stato alzato dal consiglio comunale dell’Aquila, che ieri mattina ha approvato il recepimento della legge regionale 40, approvata lo scorso agosto, contro la quale c’è un ricorso del governo alla Corte costituzionale.
In attesa della sentenza, i Comuni devono recepire quanto stabilito dalla Regione. Con questa legge i cittadini che hanno sottotetti, seminterrati o scantinati e garage, possono chiedere il cambio di destinazione d’uso.
La legge 40, così com’è stata concepita dalla Regione, avrebbe potuto – secondo il consiglio comunale – lasciare mano libera agli speculatori. Così l’assise ha accolto l’emendamento di Carla Cimoroni (L’Aquila Chiama), con il quale si limita alle sole superfici fino a 40 metri quadrati la possibilità di cambio di destinazione d’uso. Ma non c’è solo questa limitazione.
L’atto, presentato e illustrato in aula dall’assessore alla Pianificazione, Luigi D’Eramo, esclude dall’ambito di applicazione della norma «le aree Peep, i grandi complessi commerciali e direzionali, i garage, le zone industriali e quelle gravate da uso civico. Allo stesso modo le disposizioni non si applicano a edifici sottoposti a vincoli di tutela monumentale o ricadenti in aree soggette a vincolo di inedificabilità assoluta, nonché interessate da linee di faglia. Il cambio di destinazione d’uso è consentito solo in conformità alla destinazione principale», ha precisato D’Eramo, che vuole evitare speculazioni.
Ma c’è comunque un altro deterrente, e questo forse è il più forte, alle eventuali richieste che i cittadini si accingerebbero a presentare: la spada di Damocle della pronuncia della Corte costituzionale. Se dovesse essere accolto il ricorso del governo, e quindi riconosciuta l’incostituzionalità degli articoli della legge da parte della Consulta, «debba essere ripristinata la situazione ante opera da parte dei cittadini, a loro carico e spesa», ha sottolineato l’assessore D’Eramo. Che illustrerà la delibera del consiglio comunale questa mattina, alle 11, a Palazzo Fibbioni.
Approvato anche un ulteriore emendamento, presentato dal consigliere Daniele Ferella (Noi con Salvini), sulla base del quale si dispone che «il settore Edilizia e Ricostruzione provvedano a rendere progressiva comunicazione in merito alle superfici oggetto di recupero al Servizio tributi dell’ente per gli accertamenti di competenza nonché al settore Pianificazione per il monitoraggio degli effetti dell’atto sul territorio». Carla Cimoroni ha infine ritirato l’emendamento, in quanto la delibera, come lo stesso consigliere ha dichiarato in aula, il testo presentato e approvato è stato emendato con le proposte di modifica.
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