Il Comune non paga e il cantiere chiude

12 Maggio 2017

L’imprenditore Angelone ferma l’intervento post-sisma per il recupero di un edificio: deve avere 250mila euro di rimborsi

SULMONA. I pagamenti per i lavori post sisma non vengono erogati dal Comune e un imprenditore è costretto a bloccare il suo stesso cantiere. Da ieri macchinari e operai non sono più al lavoro sul fabbricato in demolizione e ricostruzione di via Morrone per decisione di Antonio Angelone del Gruppo autotrasporti Sulmona (Gas). Oltre agli uffici sporchi e ai bagni pubblici chiusi è questa un’altra delle conseguenze pratiche della carenze di personale a palazzo San Francesco e del caos con le cooperative esterne. Un esempio su tutti è quello dell’ufficio sisma, che dovrebbe essere uno degli sportelli strategici per la città, unica in Abruzzo ad essere stata inserita nel piano Casa Italia con cui il governo mira a mettere in sicurezza gli edifici strategici di dieci città italiane. E, invece, nell’ufficio che si trova lungo il primo corridoio di palazzo San Francesco, si lavora a mezzo servizio, dopo la scadenza dell’appalto con la coop esterna. «Aspetto un rimborso dal Comune di circa 250mila euro», spiega Angelone, «così non ho potuto fare altro che stoppare i lavori. Anzi invito i miei colleghi a fare lo stesso per far capire a chi di dovere che così non si può andare avanti. Io con la mia azienda non posso lamentarmi e sono riuscito per ora ad anticipare le spese di fornitori e personale, ma ci sono alcune ditte più piccole che non hanno né la liquidità per farlo, né la possibilità di farlo con le banche». Senza contare che il blocco del cantiere comporterà il perdurare della chiusura della salita di Costa del Contadino. Nel suo appello-denuncia Angelone avverte sul fatto che «perdurando lo stallo in Comune, il rischio è che i soldi per la ricostruzione arrivino dopo anni o per affatto. Prima erano i lavoratori delle cooperative a dare una mano», aggiunge il costruttore, «ora se le pratiche non vengono rendicontate e inviate all’ufficio competente non arrivano i fondi e i nostri cantieri slittano in fondo ad una fila che potrebbe durare anni, o peggio ancora lasciarci a bocca asciutta. Il mio vuole essere un appello affinché si sblocchi la situazione prima che molte piccole imprese falliscano per i ritardi». Effettivamente, ad otto anni dal sisma restano quasi 200 gli sfollati sulmonesi, più della metà dei quali senza sussidi dal 2012 e il resto dalla fine del 2014, secondo gli ultimi dati diffusi dall'Ance (l’associazione costruttori). In tutto il 2014 solo quattro pratiche erano state approvate per Sulmona dall'ufficio di Goriano per 4.237.960 euro e solo tredici dal Comune per circa 800 mila euro. Sulla scia di questi dati, da anni arrivano appelli dall’Ance e dagli ordini professionali per il potenziamento dell’ufficio sisma.
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