Il Comune perde quasi 5 milioni per la scuola Lombardo-Radice

Progetto tagliato fuori dai fondi europei del Pnrr: prevedeva la demolizione e ricostruzione dell’edificio E l’opposizione insorge: «Questa è una giunta priva di programmi e caratterizzata da immobilismo»
SULMONA. È la prima delle scuole rimaste fuori dal fondi del Pnrr “destinati alla realizzazione di nuove sedi mediante sostituzione di edifici”. Per un soffio l’edificio che fino al 2017 ha ospitato la scuola Lombardo-Radice non ha ottenuto il finanziamento necessario alla demolizione e alla ricostruzione della scuola di viale Togliatti. Il progetto, voluto dal vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Franco Casciani, che prevede la demolizione del vecchio edificio e la ricostruzione di una nuova sede faceva parte delle 14 richieste presentate da Sulmona per accedere ai fondi infrastrutturali del Piano di ripresa e resilienza. Il contributo richiesto era di 5 milioni di euro che nelle intenzioni di Casciani avrebbe dovuto risolvere l’annoso problema burocratico che si è venuto a creare con la chiusura della scuola, con un fondo ministeriale di 1,2 milioni di euro che potrebbe andare perso e un appalto rimasto sospeso. Allo stato attuale, dopo le determinazioni del Genio civile sul progetto originario, l’intervento è suddiviso in due lotti. Il primo riguarda la demolizione dell’intero primo piano e di parte del piano terra. Il secondo consiste nella realizzazione di un ampliamento al piano terra per la realizzazione di nuove aule. «In un modo o nell’altro la scuola si farà», assicura Casciani, «faremo scattare il piano B che prevede lo spostamento del nuovo edificio scolastico da viale XXV Aprile a viale Togliatti, sul sito dove ora sorge la Lombardo Radice. Progetto che ha già un finanziamento di 4,5 milioni di euro».
Sulla vicenda del mancato finanziamento interviene la minoranza che critica aspramente la nuova giunta e in particolare l’assessore Casciani. «Circa 7 mesi, tanto è bastato per comprendere quanto questa impalpabile giunta sia priva di programmi e progettualità», affermano Franco Di Rocco, Andrea Gerosolimo, Salvatore Zavarella e Vittorio Masci, «dopo questo lungo periodo di silenzio, caratterizzato solo da immobilismo con ben tre commissioni ancora ferme al palo, l’amministrazione Di Piero è balzata agli “onori” della cronaca per non aver ottenuto fondi per l’edilizia scolastica previsti dal Pnrr. Un salto nel vuoto quello della giunta che, senza una vera e propria visione, aveva deciso di abbandonare il finanziamento regionale previsto per la scuola Lombardo-Radice che, benché non sufficiente a coprire i costi dell’iniziale progetto, avrebbe comunque garantito un adeguamento dell’esistente edificio con esoscheletri. Ci troviamo ad oggi in un complesso clima di incertezza. Fanno sorridere le dichiarazioni del vicesindaco che afferma di lavorare su più piani dando l’impressione di non avere una vera e propria strada tracciata ma solo la concreta possibilità di perdere i fondi già stanziati e vedere quindi scomparire una scuola che ha accolto tante generazioni».
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