Il Comune potrebbe riaprire la statale

15 Gennaio 2019

Bellucci (Opere pubbliche): stiamo cercando di acquistare delle barriere, ma non ci sono soluzioni nell’immediato

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila potrebbe decidere la riapertura entro un paio di giorni della statale 17 bis del Gran Sasso, chiusa per rischio valanghe con un’ordinanza del sindaco Pierluigi Biondi sabato scorso. Le previsioni meteo, infatti, sembrano andare nella direzione di un miglioramento che potrebbe ridurre il rischio che un eventuale distacco nevoso possa coinvolgere la viabilità della statale 17 bis e una parte del centro abitato di Fonte Cerreto e «tutte le strutture poste a monte della caserma ex Corpo forestale dello Stato», come si legge nell’ordinanza. Soprattutto l’hotel Nido dell’Aquila. In quota, in corrispondenza della zona definita Vene Rosse, a circa 1.700 metri di altitudine, i cumuli di neve (a cui si aggiungono anche lastre di ghiaccio che la rendono scivolosa) sono di due metri. Spetterà alla Commissione comunale per la valutazione del rischio valanghivo – che monitora la situazione quotidianamente – decidere il da farsi nelle prossime ore. Agli inizi della prossima settimana è prevista, infatti, una nuova ondata di maltempo che potrebbe di nuovo cambiare le carte in tavola, e se la commissione dovesse valutare un rischio di livello alto, il Comune potrebbe disporre di nuovo la chiusura della strada. La decisione di precludere temporaneamente il tratto di statale (a partire dal piazzale di Fonte Cerreto, direzione Montecristo), ha attivato una riflessione sulla necessità di adottare misure di prevenzione attiva e duratura per evitare le continue chiusure in un tratto molto esposto al rischio, in particolare da due anni, da quando il 18 gennaio del 2017 si staccò una valanga che travolse l’area e che soltanto per un caso fortunato non coinvolse il centro abitato, trascinando via, però, una parte degli alberi di Portella, per questo motivo ancora più esposta al rischio di valanghe. Il Comune sta lavorando con tutti i settori coinvolti, Opere pubbliche, Mobilità e Protezione civile, su una serie di procedure e di opere da adottare per poter da un lato monitorare costantemente la zona, e dall’altro agire nell’immediato per scongiurare un eventuale pericolo. «Stiamo cercando soluzioni», spiega il neo-dirigente del settore Opere pubbliche, Mauro Bellucci. Esclusa l’ipotesi di una viabilità alternativa, Bellucci spiega che «stiamo cercando di trovare la giusta via finanziaria, ad esempio a livello regionale, per acquistare dei paravalanghe, O’Bellx (il sistema per il distacco delle valanghe volontario e controllato a distanza) e dei sistemi elettronici di monitoraggio per il pronto intervento». Non si tratterà, tuttavia, di opere attuabili subito, perché non tutto è stato inserito nella passata gestione finanziaria e dovrà essere ricompreso nella prossima. Intanto il Comune (settore Mobilità) si prepara a installare sensori e paline che permetteranno di controllare la tenuta del manto nevoso da Portella alla zona del distacco del 2017, Vene Rosse. A tal proposito il Rup del Comune avrebbe dato il via libera all’attivazione di due sensori Nivexc, che costeranno oltre 48mila euro.
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