Il Comune resta senza assistenti sociali
Per sopperire alla grave carenza è stato rafforzato il supporto della cooperativa “Leonardo”
AVEZZANO. Mancano assistenti sociali al Comune di Avezzano e per assicurare i servizi essenziali ed evitare una “Caporetto” in un settore ultra sensibile, la dirigente Maria Laura Ottavi rafforza il supporto dall’esterno della cooperativa sociale “Leonardo” portando il monte ore settimanale da 85 a 110. Una piccola toppa per tamponare una grossa falla: il progressivo e inarrestabile esaurimento di personale frutto del vecchio blocco delle assunzioni nelle amministrazioni pubbliche. Con l’ultimo pensionamento, infatti, al Comune di Avezzano è rimasta in servizio soltanto un’assistente sociale. «La dotazione interna del personale del servizio sociale professionale del Comune (con popolazione residente al 31/12/18 composta da circa 42.500 abitanti)», premette la dirigente nella delibera, «risulta da molto tempo gravemente sottodimensionata, con la presenza soltanto di due assistenti sociali di ruolo, una in pensione dal primo aprile, a fronte di uno standard normativo statale e regionale minimo di un professionista per ogni 5.000 abitanti. La dotazione organica insufficiente, nonostante l’impegno profuso dal poco personale addetto, non consente di garantire con la necessaria puntualità e in modo adeguato i livelli essenziali dei servizi sociali e la gestione dei rapporti con l’autorità giudiziaria, mentre le funzioni di competenza attribuite al servizio sono in progressivo aumento». Per sopperire, in parte, alla gravissima carenza delle risorse organizzative interne, il Comune è «stato costretto ad esternalizzare parte del servizio sociale professionale», aggiunge, «in modo da assicurare condizioni sufficienti per un processo efficace ed efficiente di erogazione dei servizi».
L’operazione messa in cantiere nel luglio del 2019, con affidamento di parte del lavoro alla cooperativa sociale Leonardo, ha avuto una prima proroga fino a domani, «al fine di garantire la regolarità e la continuità delle peculiari prestazioni del servizio sociale professionale e nell’ottica di evitare gravi pregiudizi a un’utenza particolarmente fragile e vulnerabile», in attesa di un nuovo bando di evidenza pubblica della durata di un anno. Lo stop alle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni, quindi, spinge i servizi sociali sempre più verso l’esterno. (m.s.)
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