Il Comune sblocca i buoni spesa Ma la bufera politica non si placa

30 Aprile 2020

L’ente (dopo il richiamo del Tar) pubblica la graduatoria: i 3mila beneficiari verranno contattati a casa Coalizione sociale: «Capolavoro di incapacità politica e amministrativa». Altre reazioni dai partiti

L’AQUILA. Quarantotto ore dopo l’ulteriore precisazione del Tar sui buoni spesa, il Comune annuncia che è stato pubblicato l’elenco dei beneficiari. Quindi la distribuzione è ripresa. L’elenco – comprese le domande ancora in istruttoria e quelle non ammissibili – è sul sito del Comune. «Per ragioni di tutela dei dati personali», precisano dall’ente, «la pubblicazione viene effettuata esclusivamente col codice della ricevuta rilasciata dal sistema al momento dell’inserimento della domanda. La consegna dei buoni spesa viene eseguita a cura della Casa del volontariato provinciale, che provvede a contattare personalmente i beneficiari, concordando con gli utenti ora e modalità di consegna».
BUFERA POLITICA. «Il Comune», attacca la Coalizione sociale, rappresentata in consiglio comunale da Carla Cimoroni, «ha finalmente ripreso la distribuzione dei buoni. Siamo lieti di darne notizia, perché la sospensione della scorsa settimana era del tutto pretestuosa e ingiustificata, come ha sottolineato anche il Tar in una risposta all’ente. Le famiglie che abitano all’Aquila hanno bisogno dei buoni alimentari, ma ribadiamo che si tratta di pochi spicci, purtroppo, perché il sostegno del governo alle fasce deboli della comunità è fortemente insoddisfacente». Coalizione sociale parla di «capolavoro di incapacità politica e amministrativa». E aggiunge: «Lo ribadiamo: se l’amministrazione ha interrotto l'erogazione è per nascondere la responsabilità di scelte sconsiderate alla base dell’avviso pubblicato. E soprattutto per fare propaganda politica sulla pelle dei più poveri. Abbiamo inoltrato richiesta di accesso agli atti: se esiste un atto, ci piacerebbe leggere con quale motivazione l’amministrazione ha sospeso l’erogazione. Ci piacerebbe leggere il famoso parere “tecnico-legale” con cui viene sospesa l’erogazione, evidentemente smentito neanche 24 ore dopo dal tribunale. Abbiamo chiesto che le responsabilità politiche e amministrative vengano approfondite quanto prima in una seduta di quinta Commissione. A oggi non abbiamo letto una parola di chiarimento sulla vicenda. Esiste solo una grande confusione tra comunicazione politica e istituzionale. Esiste un “punto stampa quotidiano dove il sindaco attacca chiunque critica, chissà se lo ha guardato anche Giorgia Meloni, che ha gridato allo scandalo contro il premier Conte per lo stesso motivo. Esiste una newsletter “a cura dell’unità di crisi” che il 23 aprile apriva così “Buoni spesa: ricorsi al Tar sospendono consegna dei tagliandi” cioè con una menzogna. C’è da chiedersi se si tratti di un canale di comunicazione istituzionale per dare notizie sull’emergenza o di un organo di comunicazione politica personale del primo cittadino».
ALTRE REAZIONI. Per Lelio De Santis (Cambiare insieme-Idv) «il sindaco e l’assessore si sono rifiutati di rispondere alle richieste di chiarimenti: comportamento irrispettoso dell’assise comunale». Per il consigliere regionale M5S Giorgio Fedele e gli attivisti MeetAq «Biondi ha scomodato il Tar per un concetto che era chiaro a tutti: non vi erano e non vi sono ragioni per sospendere la misura assistenziale». Infine, per Alessandro Monaco (coordinatore Verdi-Europa verde Abruzzo) «il capoluogo dovrebbe essere simbolo di rinascita, non di discriminazione».
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