«Il Comune spende 10mila euro per recuperarne la metà»

23 Novembre 2018

L’AQUILA. Il consigliere comunale di opposizione, Lelio De Santis, ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco, Pierluigi Biondi, per la revoca di un avviso pubblico teso ad affidare un...

L’AQUILA. Il consigliere comunale di opposizione, Lelio De Santis, ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco, Pierluigi Biondi, per la revoca di un avviso pubblico teso ad affidare un incarico legale esterno per difendere il Comune davanti al tribunale del lavoro nel giudizio promosso da 5 avvocati dell’ufficio, che reclamano legittimante da anni somme relative all’Irap sui compensi professionali. «Invece di dare una risposta in via amministrativa, la Segretaria generale», dice, «ha ritenuto più semplice produrre un avviso pubblico discutibile sotto diversi profili e lavarsene le mani. Il Comune spenderà circa 10mila euro a fronte di somme dovute agli avvocati dipendenti non superiori a seimila euro, esempio evidente di come si possano nutrire dei dubbi sul fatto che un ente, non faccia bene il proprio dovere e spende male i soldi della collettività». Ma c’è anche un’altra stranezza. Si tratta di una causa di non grande rilievo ma nel bando si cerca un legale che possa patrocinare davanti alle magistrature superiori.
Ma ora spunta anche un problema di privacy. Infatti la forma con la quale è stato fatto l’avviso permette l’individuazione dei legali, visto che sono indicate le loro iniziali, ha mandato alcuni di loro su tutte le furie. Sarebbero violate norme in materia del diritto alla riservatezza e senza tenere conto del principio di minimizzazione dei dati sensibili.
Il tutto con l’aggravante che la presunta violazione sarebbe avvenuta in un ambito circoscritto a quello dell’Ordine degli avvocati con potenziale lesione dell’immagine. Sembra che questi dipendenti comunali abbiano contattato esperti in materia legale di privacy per valutare possibili danni di immagine. (g.g.)
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