«Il Comune è in bancarotta»

3 Marzo 2016

Utenze non pagate dai morosi del Progetto Case, De Matteis invia alla Corte dei Conti la relazione

L’AQUILA. «Il Comune dell’Aquila è sull’orlo della bancarotta». Usa toni tutt’altro che concilianti il consigliere del gruppo “L’Aquila città aperta”, Giorgio De Matteis, che annuncia l’invio alla Corte dei conti della relazione sugli “ammanchi” legati alle utenze non pagate dai morosi del progetto Case. A firmare la relazione inviata lo scorso 23 febbraio al presidente del consiglio comunale, Carlo Benedetti, e che fotografa una situazione decisamente poco rassicurante per le casse dell’Ente, è stato il presidente del collegio dei revisori dei conti, Antonio Bizzarri. «In quella relazione», sostiene De Matteis, «i revisori evidenziano una serie di storture, a cominciare dal fatto che il sindaco Cialente avrebbe dovuto portare in consiglio il debito fuori bilancio da 7,9 milioni di euro, derivante dalla transazione con Banca Sistema. Invece, ha fatto finta di non saperlo e ha portato direttamente in giunta il provvedimento. Il Comune non ha soldi per pagare i debiti con Banca Sistema, e invece di preoccuparsi di far pagare i morosi ha creato un capitolo in bilancio di 5 milioni (sottraendoli ai cittadini aquilani), per i crediti di dubbia esigibiilità». Quei milioni, sostiene De Matteis, sono solo una parte del problema, perché Enel nel frattempo ha firmato un’altra cessione di credito pari a un milione e 400mila euro con Banca Ifis, derivante da nuove morosità. È chiaro che il problema di coloro che non pagano le utenze è ben lungi dall’essere stato risolto, anzi si va aggravando col passare del tempo. Tra l’altro i revisori avrebbero riscontrato situazioni poco chiare anche sullo stato di manutenzione di diversi contatori, alcuni dei quali potrebbero addirittura essere stati manomessi. Al buco delle morosità si aggiungono i 24 milioni che lo Stato doveva trasferire al Comune per i mancati introiti legati alla sospensione delle tasse sul patrimonio immobiliare privato, danneggiato dal terremoto. «Anche di quei soldi», conclude De Matteis, «si sono perse le tracce, e difficilmente arriveranno prima di giugno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA