«Il Conservatorio non chiude»

Il direttore Piermarini: «Iscrizioni ok, ma manca la sede definitiva»
L’AQUILA. «Sorpresa e disappunto» vengono espressi da Giandomenico Piermarini, direttore del Conservatorio Casella, in relazione alle dichiarazioni rese al Centro dalla dirigente scolastica del Liceo Cotugno Serenella Ottaviano che aveva parlato dell’«idea di spostare a Pescara il Conservatorio» nel contesto di un’intervista sulle problematiche delle istituzioni scolastiche.
«Il nostro Conservatorio», scrive Piermarini, «viene citato a sproposito: la notizia è completamente destituita di fondamento. In questo articolo di denuncia di criticità della situazione del Cotugno, sulla quale poco sappiamo e perciò non abbiamo al contrario alcuna intenzione di commentare, viene affermato dalla dirigente che poiché ci dovrà essere un Conservatorio per regione il nostro sarà spostato a Pescara. Non ci è dato di sapere da che cosa tragga la dirigente tale certezza il cui referente istituzionale, tra l’altro, è un’articolazione del ministero totalmente indipendente dal nostro Dipartimento. Sicuramente, al contrario, noi sappiamo che mai come ora il nostro Conservatorio ha goduto di tanta buona “salute”. Non abbiamo avuto modo di registrare nessun calo di iscrizioni tale da destare il benché minimo allarme e, anzi, abbiamo dovuto prorogare i termini delle iscrizioni proprio per far fronte alle inaspettate e tardive richieste. Altro che rischio chiusura. Nemmeno a farlo apposta», prosegue Piermarini, «è di questi giorni la firma del decreto ministeriale che trasforma finalmente da sperimentali a ordinamentali, con l’aggiunta qualche novità, i corsi di II livello del nostro Conservatorio (i corrispondenti delle lauree magistrali universitarie). Questo ci consentirà di rispondere meglio alle esigenze dei nostri studenti in termini di efficacia e chiarezza della nostra offerta formativa e, in prospettiva, di spendibilità del titolo. A ciò possiamo aggiungere come i nostri studenti già diplomati a pieni voti spesso ci informano con soddisfazione di loro affermazioni professionali e di loro prestigiosi riconoscimenti. La nostra produzione artistica – altro aspetto caratterizzante della nostra azione – è ricca e intensa come non mai (soprattutto in questo anno del nostro cinquantennale) e ben ne avranno contezza anche i nostri concittadini meno avvezzi a seguire le nostre regolari attività, soprattutto in questi giorni estivi di “Cantieri dell’immaginario” di “Perdonanza” e di giornate del Jazz: momenti nei quali la nostra istituzione ha partecipato e parteciperà con successo in produzioni di rilievo».
«Certamente», aggiunge Piermarini, «non intendiamo negare che la presente amministrazione del Conservatorio ha esortato e continuerà a esortare gli enti locali, la precedente amministrazione comunale come l’attuale, la Provincia e la Regione con una richiesta sempre più pressante di una sede definitiva, pungolandoli a non “sedersi sugli allori” di un’istituzione che, sebbene collocata in un Musp e con un bellissimo ma temporaneo Auditorium, nonostante tutto continui brillantemente a svolgere la sua missione. Non neghiamo neppure come più volte ci siamo trovati a evidenziare quando le amministrazioni dei territori limitrofi ci sono sembrate molto più attente delle nostre nei riguardi dei loro Conservatori. Ma questo, ben oltre ogni dibattito o speculazione politica, ha voluto e continua a voler significare e rammentare loro un dato certo, ovvero che ogni qualsivoglia ulteriore possibilità di sviluppo della nostra istituzione, di evoluzione della sua offerta formativa e artistica (conseguentemente di riscontro in termini di popolazione studentesca) e di accreditamento e di sostegno economico dal ministero abbiano tutte come condizione necessaria un’adeguata attenzione dei nostri enti locali. Attenzione che nel nostro caso significa in primis una sede definitiva, moderna, efficiente e adeguata per un Conservatorio che per la sua storia e identità attuale gode di prestigio, autonomia e di un profilo internazionale ben lungi dal poterne considerare a rischio l’esistenza».

