Il consiglio comunale: «Progetto Cibus stravolto e scippato»

Il vicesindaco Boccia attacca Ruscio (Patto territoriale) La struttura andrà a Carsoli, Presutti diserta la seduta
AVEZZANO. «Il progetto Cibus è stato cambiato radicalmente, senza che il Comune di Avezzano e gli altri Comuni marsicani fossero coinvolti. È una cosa incredibile, assurda e al limite della pagliacciata». A parlare è il vicesindaco di Avezzano, Ferdinando Boccia, che ieri mattina ha presieduto un consiglio comunale straordinario (il sindaco Gianni Di Pangrazio era assente) in cui all’ordine del giorno c’era il progetto portato avanti dal Patto territoriale, presieduto da Loreto Ruscio. Il consiglio comunale dà ora mandato alla giunta di Avezzano di «sollecitare la Regione affinché intervenga per riportare alle origini le decisioni prese dall'assemblea del Patto il 18 dicembre 2013, quando il progetto è stato concertato e approvato da tutte le amministrazioni marsicane».
L’amministrazione comunale di Avezzano si è vista soffiare da sotto il naso l’opportunità di portare al Crab (Consorzio di ricerche applicate alla biotecnologia) e quindi ad Avezzano, un finanziamento di 2.5 milioni di euro. Destinazione dei soldi è il “Centro museale abruzzese per la promozione, valorizzazione, ricerca e innovazione del cibo di ieri, oggi e domani”, in breve, “Progetto Cibus”, che, secondo quanto già deliberato dal consiglio comunale di Carsoli, presieduto dal sindaco Domenico D’Antonio, sarà portato nel centro fieristico del Carseolano. «I sindaci della Marsica hanno condiviso lo sconcerto derivante dai comportamenti temerari del consiglio direttivo del Patto», si legge in un documento approvato ieri all’unanimità dal consiglio, «non riconoscendosi più, in un accordo di programma così maldestramente modificato all'insaputa di tutti o quasi». Secondo Boccia, in prossimità della scadenza di presentazione del progetto al ministero dello Sviluppo economico, molti aspetti sarebbero stati stravolti, soprattutto i più innovativi, tra cui quelli che avrebbero legato tra loro le collaborazioni delle università di Teramo e dell’Aquila e quelle delle imprese del territorio. «Al contrario», scrive il consiglio, «assumono eccessivo rilievo servizi accessori come quello di ristorazione, con un business plan, tra l’altro molto fumoso nella proiezione futura dei ricavi e dei costi, perché basato su un previsto afflusso di 37.500 visitatori all’anno, pari all’irrealistica cifra di circa 100 visitatori al giorno, supponendo l’apertura di 365 giorni l’anno». Crescenzo Presutti, consigliere di maggioranza, non si è presentato alla seduta: «Avrei dovuto avallare decisioni prese al di sopra delle nostre teste».
Magda Tirabassi
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