Il Consiglio di Stato: Casa della cultura legittima
Rigettato il ricorso di una cittadina che aveva contestato l’esproprio dei suoi terreni
OCRE. È legittima la realizzazione della Casa della cultura a Ocre, nella frazione Cavalletto.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con una sentenza che rigetta il ricorso di una cittadina del paese che aveva contestato, sin dal 2009, prima l’esproprio dei suoi terreni (su una parte dei quali è stato realizzato l’edificio) da parte del Comune nell’ambito dell’emergenza sisma (e i giudici amministrativi sia in primo che secondo grado le avevano dato ragione annullando i provvedimenti relativi) e poi l’esproprio per pubblica utilità, oggetto quest’ultimo del ricorso prima accolto dal Tar e poi due giorni fa bocciato dal Consiglio di Stato che ha dato ragione al Comune di Ocre.
Ora la Casa della Cultura potrà essere completata e aperta. La struttura è sorta grazie a un progetto denominato “Haus der Kulturm”, donato alla popolazione del Comune di Ocre dalla Provincia autonoma di Bolzano. Il Consiglio di Stato ha ritenuto corretta l’applicazione da parte del Comune dell’articolo 42 bis del Dpr 327 del 2001, che recita: “Valutati gli interessi in conflitto, l’autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico, modificato in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, può disporre che esso sia acquisito al suo patrimonio indisponibile e che al proprietario sia corrisposto un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, quest’ultimo forfettariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene”.
I giudici affermano “che il provvedimento di acquisizione può essere adottato anche quando sia stato annullato l’atto da cui sia sorto il vincolo preordinato all’esproprio, l’atto che abbia dichiarato la pubblica utilità di un’opera o il decreto di esproprio. Infatti a seguito dell’annullamento degli atti di espropriazione adottati nel 2012 il Comune di Ocre ha adottato un decreto ex articolo 42 bis del citato Dpr 327/2001”. (g.p.)

