Il consiglio provinciale dice no alla centrale della Metaenergia

Votata all’unanimità una mozione che punta a bloccare l’avvio dell’impianto in via di completamento E oggi si tenta il replay nella seduta in Comune. Proietti: «Impatto negativo sulla qualità dell’aria»
SULMONA. Il consiglio provinciale dice no alla realizzazione della centrale turbogas nella zona industriale di Sulmona. Nella seduta di ieri è stata approvata all’unanimità una mozione, presentata dal consigliere di maggioranza Maurizio Proietti, con la quale si chiede di bloccare la messa in funzione dell’impianto già in fase avanzata di realizzazione. In particolare Proietti e l’intero consiglio provinciale chiedono al presidente della Provincia, Angelo Caruso, di verificare la regolarità dei procedimenti autorizzativi della centrale turbogas della società Metaenergia. E sollecitano la richiesta di revisione dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), in particolare per la mancata valutazione dell’effetto cumulativo degli inquinanti della centrale Metaenergia e di quella della Snam. Caruso, secondo i consiglieri, dovrà, inoltre, richiedere il pieno rispetto delle norme miranti alla tutela preventiva della salute dei cittadini, tra cui il monitoraggio dell’aria, e accertare se siano rispettate pienamente le norme miranti a garantire l’incolumità di persone e beni, stante la prossimità di un impianto pericoloso, quale la centrale, con luoghi frequentati da molti cittadini.
E il presidente della Provincia dovrà valutare, all’esito di tali verifiche, ogni utile iniziativa a tutela della salute pubblica.
La centrale termoelettrica della società Metaenergia, sarà alimentata a metano e avrà una potenza termica nominale di 99,2 MWt e una capacità di generazione di 49,64 MWe, praticamente la stessa di quella già approvata dal Governo, a servizio del metanodotto Brindisi-Minerbio che dovrà essere costruita in località Case Pente, a poco meno di cinque chilometri dall’altra. La stessa mozione sarà presentata nel corso del consiglio comunale in programma oggi pomeriggio a Palazzo San Francesco. «L’intero consiglio provinciale ha capito l’importanza della mozione approvandola all’unanimità», ha detto Proietti che è un medico specializzato nello studio delle malattie tumorali. «Auspico che la stessa cosa faccia il consiglio comunale, anche perché bisogna agire subito per bloccare la messa in funzione dell’impianto». Secondo Proietti, autore di diverse pubblicazioni sull’argomento, «le emissioni prodotte dall’impianto potrebbero avere ripercussioni negative molto importanti sulla qualità dell’aria nella Valle Peligna. Negatività aggravate dalle particolari condizioni orografiche della Valle Peligna, tra le quali spicca il fenomeno dell’inversione termica. L’impatto sulla salute della popolazione residente sarebbe molto importante».
«Tutto ciò» sempre secondo Proietti, «è in aperta contraddizione con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi finalizzati a combattere il riscaldamento globale e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
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