Il consiglio regionale ha ricordato Fabiani

25 Luglio 2014

Alla memoria dell’uomo protagonista a lungo della vita politica abruzzese intitolata una sala di palazzo dell’Emiciclo

L’AQUILA. Una cerimonia semplice, “come l’avrebbe voluta lui”. A Palazzo dell’Emiciclo è stata inaugurata la sala intitolata alla memoria di Luciano Fabiani, padre costituente della Regione Abruzzo e grande uomo di cultura e sport, scomparso nel 2012. L’iniziativa, nata da un progetto degli ex presidenti del consiglio regionale Giovanni D’Amico e Giorgio De Matteis, è stata portata a termine dall’attuale presidente Giuseppe Di Pangrazio.

«La cerimonia di oggi nella sua semplicità» ha affermato Di Pangrazio «ha un profondo significato: non solo è una testimonianza di riconoscenza e di stima verso un uomo che, insieme ad altri “pionieri”, ha reso possibile il regionalismo in Abruzzo, ma è anche l'affermazione di una identità, della nostra identità di abruzzesi. Fabiani è stato un protagonista vero della storia abruzzese, che ha voluto superare il campanilismo e scommettere sul regionalismo, in un periodo in cui la contrapposizione tra aree interne e aree della costa era fortissima. E lo ricordiamo per la sua intelligenza politica, la determinazione che non lo faceva soccombere davanti ai notabili del suo partito, la sua visione di una politica che doveva superare lo logiche di appartenenza nell'interesse dei cittadini». Alla cerimonia, moderata dal direttore Paolo Costanzi, sono intervenuti i familiari di Fabiani, i suoi amici e alcuni esponenti delle istituzioni con cui lavorò negli anni della sua intensa attività politica. Anni decisivi per il regionalismo abruzzese, culminati con i moti aquilani del 1971 per la scelta del capoluogo, che costarono a Fabiani l'incendio e la devastazione della sua casa. Nella nuova sala, che si trova al piano -1 dell'Emiciclo, sono stati collocati dei pannelli con alcune delle immagini più significative dei 44 anni della Regione: dalla seduta di insediamento del Consiglio regionale nel lontano 1970, all'Aquila con i celerini durante i moti del 1971. E poi le visite all'Emiciclo dei Presidenti Pertini, Saragat, Ciampi e quelle di Papa Giovanni Paolo II e di Madre Teresa di Calcutta. Il tutto accanto alle citazioni di alcuni spettacoli e concerti delle istituzioni culturali abruzzesi, alle quali Fabiani teneva tanto: il Teatro Stabile (che fondò insieme a Giampaola e Centofanti nel 1963), l'Istituzione Sinfonica Abruzzese, Pescara Jazz, il Premio Flaiano, il Teatro Stabile di Innovazione L'Uovo. «Nella figura di Luciano Fabiani» ha aggiunto Giovanni D'Amico «si riassume l'istanza istituzionale, culturale e civile, che oggi è fondamentale per la ricostruzione del tessuto della nostra regione». Ha voluto ricordare il “suo punto di vista mai banale”, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, sottolineando che “chi conosce la storia di questa terra non può non conoscere Luciano Fabiani”. Commossa anche la testimonianza di Antonio Di Zitti, ex presidente dell’Aquila Rugby.

Romana Scopano